domenica, dicembre 28, 2008

Great Be That's Shut

- The Ting Tings - Great Dj -

- The Ting Tings - Be The One -

- The Ting Tings - That's Not My Name -

- The Ting Tings - Shut Up & Let Me Go! -

So che è molto poco e che oramai il blog è tendenzialmente (ho l'avverbite...da sempre) morto, ma ho scoperto i The Ting Tings e mi piacciono parecchio.

Senza sapere che fossero canzoni dello stesso gruppo, sentendole alla radio, ho apprezzato molti loro pezzi.

Ora, grazie alla rete, tutto si fa chiaro e viene ricondotto alla fonte.

sabato, novembre 29, 2008

Il momento

- The Cramberries - Zombie -

Il momento.

Non scrivo più. Non lo faccio con costanza, nemmeno con tempi dilatati ma regolari.

Da una parte è difficile avendo un pubblico per lo più ormai muto. Nemmeno i miei vecchi fun lasciano traccia volontaria del loro passaggio. Dall'altra è pur vero che questo stato di cose è dovuto, tra gli altri fattori, anche al fatto che non scrivo più, o che comunque scrivo ormai solo di mie elucubrazioni mentali, che, praticamente, solo Giulio trovava interessanti.

Il momento dicevo.

L'impulso istantaneo alla scrittura ce l'ho ancora, ma di solito non sono davanti al mio pc quando mi viene e non sono mai stato tipo da appunti sul taccuino. Quindi il momento sfugge e tutto finisce in nulla. Magari ho perfino iniziato a scrivere, ma mi chiamano a tavola o devo uscire e quando torno mi è passato l'ambrivio e non pubblico nulla.

Sono troppo schiavo dell'ispirazione, ma l'assecondo troppo poco...

domenica, novembre 23, 2008

Legami di sangue


Significa qualcosa il legame di sangue? Al di la di considerazioni tipo: "un genitore non è necessariamente un buon genitore solo perchè è il genitore biologico" ed estensioni varie di questo principio; cosa implica avere geni in comune?

Da cosa nasce questa mia curiosità? Dall'aver cercato su facebook gente con il mio stesso cognome, dall'aver ricevuto richieste di amicizia da gente con il mio stesso cognome provenienti più o meno da ogni parte del mondo. Ho visto alcuni profili, letto gli interessi e ho scorto vite diversissime dalla mia, inclinazioni, attitudini gusti...

Mi ricordo un corso di biologia, al primo anno di biotecnologie, in cui il professore, parlandoci di genetica, fece una considerazione che poi avrei sentito molte volte ancora durante i miei anni di studente di sociologia. Suonava più o meno così: "I geni, da soli, non predeterminano nessuna caratteristica, ma solo predisposizioni, è la loro interazione con l'ambiente a determinarle". Non si riferiva tanto al colore degli occhi o all'altezza, quanto, penso, a caratteristiche della personalità o comunque a "elementi meno immediati".

Mi ricordo che ci fece un esempio, l'esempio della lepre artica la cui pelliccia diventa banca solo se la temperatura scende sotto un certo livello, dicendoci che, se l'animale zampettava immergendo le estremità nella neve, le sue zampe diventavano bianche.

I miei ricordi potrebbero essere errati o alterati e la cosa potrebbe non funzionare esattamente così (è molto più probabile che la lepre muti tutto il mantello durante la stagione fredda), ma l'esempio mi è rimasto in testa in questa forma e mi ha sempre affascinato molto.

Torna la domanda: cosa significa il legame di sangue? I clan erano tenuti insieme solo da convenzioni sociali o c'era anche un elemento biologico?

Domande oziose, affrontate forse con troppa ignoranza, ma pur sempre domande domenicali che se non fossero tali, troverebbero probabilmente risposta con una ricerca più approfondita su internet.

giovedì, ottobre 30, 2008

My sunshine


E' estremamente facile lasciarsi andare alla depressione ed all'autocommiserazione quando qualcun altro ti procura ciò che ti necessita per vivere.

Alla fine arriva un momento in cui non lo puoi fare più, in cui non va tutto in automatico, non ci sono sentieri tracciati con chiare indicazioni.

Decidere che vita vuoi vivere diventa una questione seria perché ci si rende conto che non è una questione di fare prove, il tempo delle prove è passato. Non c'è tempo da sprecare crogiolandosi in un'infruttuosa consapevolezza dell'errore commesso, ce n'è solo per cercare di trattenere quanta più esperienza possibile.

L'esperienza. Così preziosa eppure dipende cosa ci si fa. L'esperienza che si accumula finisce spesso per sclerotizzarci, irrigidirci sulle nostre posizioni. Per un necessario meccanismo di riduzione della complessità, si tende a trovare per lo più conferme e sempre meno smentite.

Infondo l'identità ad un certo punto deve (?) diventare stabile, ma quale identità si stabilizzi è una cosa che ha un rapporto strano con la volontà. E' la mente a produrre mostri e produce anche gabbie. Cosa sia la volontà, a questo punto, diventa piuttosto difficile da capire.

Ma questo è un gorgo...quindi basta.

Buonanotte.

lunedì, ottobre 27, 2008

(Voglio) prendere le distanze da me



- Frankie Hi NRG - Autodafé -

"Prendo le distanze da me perché non voglio avere niente a cui spartire con me, da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi : sono il mio nemico, il più acerrimo. Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà ma per adesso so che questa cella resterà sprangata a triplice mandata dall' interno : sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno. Reprimo ogni possibile "me", inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile, segno i giorni scorrere sul calendario, faccio la vittima, il mandante ed il sicario.. Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo, credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso dei peccati che ho commesso - e guido un autodafè - In cattiva compagnia soprattutto se sto solo, negativo come i G in una picchiata, prendo il volo, salgo, stallo e aspetto il peggio, che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert. Malato immaginario più di quello di Molière, sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché, che come il Tethered quando perdo il filo poi non mi puoi più riprendere..
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai, batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi, strappami da questo mio torpore atarassico, mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita : vieni a prendermi o precipito, scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio : nel tedio per me non c'è rimedio e me ne accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo. Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero : ma come al solito il danno fatto è irreparabile, la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile.. Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone pagando la pigione all'abitudine e prendendo l'eccezione come regola di vita : sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita.. Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi, cerco mani e spesso trovo piedi, cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano, ed io so bene che le cicatrici restano. Carta, penna e poco più per stare a galla, nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla : seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere.. pazientemente..."

mercoledì, ottobre 08, 2008

Ex Miscellanea #2



- Caparezza - Un Vero Uomo Dovrebbe Lavare I Piatti -



Ad un certo punto, oggi, ho deciso che odio il mondo, che è come dire che odio me stesso, il che tendenzialmente è vero, anche se non è certo esaustivo.

Ci sono momenti in cui mi sembra che nessuno mi capisca. Ho imparato che quelli sono i momenti in cui sono io a non capirmi, o meglio, a fare finta di non capirmi, a non capire le necessità del momento. Questo non risolve di per sé granché: la consapevolezza è il primo passo, sicuramente, ma non è l'ultimo e nemmeno il secondo.

Il vecchino che chiede "un tozzo di pane" è tornato, ma nemmeno oggi monetina. Forse domani un pacchetto di craker o simili. Certo, volessi fare le cose per bene dovrei comprarli io i craker, non prenderli dalla dispensa di casa, attualmente riempita dai miei genitori.

Benchè odiassi il mondo, oggi, il mondo non sembrava odiarmi più di tanto: un immane concentrazione di persone mi ha chiesto indicazioni stradali in almeno 4 lingue. Ovviamente, se io che abito a Bergamo da più di dieci anni, non ricordo ancora il nome della maggior parte delle vie della mia città, è facile intuire quanto possa essere stato d'aiuto parlando di Milano.

Il mio pensiero più gettonato degli ultimi giorni consiste più o meno in: "noi sociologi, per il fatto che studiamo la socializzazione, i luoghi comuni, gli stereotipi, ecc. a volte finiamo per sentirci superiori ed esterni a tutto ciò...ovviamente non è così".

Infine, stasera, sul treno in ritardissimo, pieno zeppo, con solo posti in piedi in mezzo alla calca calda, umida e mal illuminato tipo stalla-pisolino-time, mi "sparavo" film assurdi di immagini deliranti in rapida sequenza dentro la testa, il tutto senza aver assunto alcun ché.

martedì, settembre 30, 2008

Ex Miscellanea (MI)



- Video tratto dal film "Il grande Lebowski" dei fratelli Coen -

Davanti alla stazione stamattina c'era un vecchio barbone piuttosto malmesso che, con un cellulare evidentemente scassato in mano, fermava chiunque avesse tratti somatici orientali chiedendogli di aggiustarlo. Singolare.

Pensavo, camminando verso Piazza Repubblica, a come cambiano certe cose. Io sono un pò pazzo, a volte mi capita di parlare da solo ad alta voce, non spesso, soprattutto ultimamente. Va da sé che la cosa può essere foriera di un certo imbarazzo, ma, da qualche anno a questa parte, il principio di casualità mi ha fatto un regalo: l'enorme diffusione degli auricolari più o meno wireless, più o meno dente blu. Ora, se per caso dovesse capitarmi di parlare ad alta voce con me stesso, rendendomi conto della cosa potrei sempre portare la mano all'orecchio fingendo di cercare di eliminare il rumore ambientale per sentire meglio quando vibra fuori dal mio (immaginario) gadget tecnologico.

La cosa più divertente? Il mio penultimo cellulare, che il signore dei microchip lo abbia sempre in gloria, comprendeva un auricolare dente blu in omaggio, beh, ho sempre avuto delle remore ad usarlo perchè mi vergognavo.

C'è un vecchietto (un'altro) sotto i portici che tutte le mattine chiede cantilenando "un pezzo di pane" e non interrompe la sua nenia che gli si dia qualcosa o no, va avanti come in automatico. Gli ho dato decisamente meno monete di quanto la mia coscienza ritenesse sufficienti per non pungolarmi ogni mattina. Stamattina il vecchietto non c'era più e non c'era nemmeno ieri e nemmeno l'altro ieri. La mia coscienza al momento nota ancora l'assenza e mi pungola, ricordandomi quante monetine avrei potuto dargli. Ma è la coscenza di un uomo pigro ed è pigra anch'essa, come pure la memoria, presto si annoierà e cercherà qualche altro motivo per pungolarmi. Stamattina faceva davvero freddo.

Un tizio, stavolta giovane, esce fuori dalla metropolitana e fa qualche passo con l'aria tranquilla, si ferma vicino ad una colonna e vomita l'anima, si ripulisce la bocca velocemente e poi, come nulla fosse, con grande naturalezza riscende in metro fischiettando. Suppongo sia solo questione di abitudene.

Fare l'autista di pullman dev'essere un lavoro estremamente frustrante e abbrutente. Un autista della 81 è riuscito a collezionare ben tre atti di razzismo in circa 10 minuti.
  • Minuto 0: il pullman è ancora fermo al capolinea, manca pochissimo all'orario di partenza e una signora, probabilmente cinese, si avvicina al mezzo spingendo una carrozzina e un'altra bambina tenuta per mano. L'autista chiude le porte appena qualche secondo prima che la donna possa passarvi attraverso. Non parte subito, aspetta che la donna si avvicini e bussi al vetro chiedendo di salire. "Non si lavora così! Bisogna essere puntuali! Qui è così che si fa, magari nel tuo paese no, ma qui si". Sciorinata la lezione si decide a partire, lasciando ovviamente la signora a piedi. Noi ci si limita a pensare che infondo avrebbe anche potuto farla salire, ma non si dice niente.
  • Minuto 4: il pullman passa davanti ad una fermata a chiamata. Nessuno l'ha prenotata, ma alla pensilina, due ragazzi neri, stracarichi di sacchi della spesa, si sbracciano cercando di far capire che devono prendere l'autobus. Ovviamente l'autista tira dritto. Interessante notare che la prossima corsa non passerà prima di 20 minuti. Io non me n'ero accorto, me lo si fa notare, ci si indigna e si continua a non dir nulla.
  • Minuto 7: Stavolta alla fermata ci sono due signore bianche e altri due ragazzi neri. Uno dei due fuma. Il pullman si ferma e le due signore salgono davanti, i ragazzi fanno per entrare dietro e quello che stava fumando getta la sigaretta avviandosi. La porta viene loro chiusa in faccia. Cercano allora quella centrale, ma la scena si ripete, raggiungono la testa del mezzo ed entrano li. Appena saliti, l'autista attacca una predica assurda accusando uno dei ragazzi di voler salire sul pullman fumando. Quando quello gli fa notare che lui la sigaretta l'ha buttata prima di entrare, l'autista continua "fumavi appena prima di entrare, entra tutto il fumo in vettura, questa qua non è educazione", va avanti per minuti interi. Il ragazzo che non fumava cerca di mettere pace, calmando l'amico che è più facile all'ira e ha tutti i motivi per farsela venire. La Cosa continua fino alla fermata successiva, tra lagnanze pretestuose mezze in italiano mezze in dialetto e insulti nervosi in inglese con accento jamaicano. Noi scendiamo con i due ragazzi. Siamo decisamente basiti ed è forse per questo che non abbiamo detto niente nemmeno stavolta.

C'è un confine molto sottile tra comunicare ed informare e c'è un'intera categoria professionale funambolicamente sospesa su quel confine. Io ho un interessante visuale sul fenomeno e mi scopro ad esserne vittima ed ingranaggio, per ora, sempre molto inconsapevole. Stuzzicanti questioni etiche e discorsi concitati nei pressi dell'entrata di una fermata della metro.

Ho spesso a che fare con la mia paura, con le mie paure. Risolvo realizzando che mi piacerebbe molto essere più libero da esse, ma che infondo riesco, pur nella mia ansia paranoica, ad essere fatalista e pragmatico a tempo debito. Dall'altro lato, anche se sono sempre stato un sostenitore del relativismo, ho sempre invidiato persone con forti certezze e saldi principi, persone sicure di sé, ultimamente però sto riflettendo sul fatto che c'è sicurezza e sicurezza, convinzione e convinzione e che non sempre c'è molto da invidiare, almeno, non più di quanto si possa invidiare qualcuno che sta in gabbia. Eviterò di scrivere quella frase tanto banale che sta solitamente infondo a riflessioni di questo tipo e che spesso viene citata in latino.

Ora ho sonno e vado a dormire, il doloroso pulsare monotempia potrebbe tornare. Ciao mondo, a domani.

Dolce come il miele...ad alto tasso di incazzatura



- ecco a voi il tasso del miele -

martedì, settembre 16, 2008

Dance boost

- Elio e le storie tese - Mio cugino -
Non era possibile fare altrimenti, questo è chiaro! Dovevo assolutamente mettere questo video!!!
"Mio cugino" di Elio e le Storie Tese è uno degli esempi di come questi artisti siano in grado di catturare, nelle loro canzoni, i ricordi di un'intera generazione (e forse più). Chi non ha mai millantato le mirabolanti imprese di un cugino più o meno reale? Cugini che erano cintura nera 1000° dan di una non meglio precisata arte marziale, cugini che sapevano recitare ruttando tutto l'elenco telefonico di Milano, cugini che potevano piegare il ginocchio al contrario e amenità varie. Geniale. Potete gettare discredito quanto volete sulla demenzialità degli Elio's, ma nei loro testi ci sono un'infinità di piccole immagini, di modi di dire, di racconti che chi è nato negli '80 non può ignorare.
Secondo punto all'ordine del giorno: siete in ufficio, oberati di lavoro inutile che non importa quanto svolgerete bene, tanto sarà cassato, imparanoiati per coincidenze nefande e scadenze angosciose...che fate? C'è solo una cosa da fare, nell'ora di pausa andate su you tube e fate partire il video di una canzone dal ritmo incalzante (di cassa rullante e charleston...hehehe) e mettetevi a ballare come dei pazzi sulla vostra sedia dotata di rotelle, canticchiando il testo, in falsetto per fare gli acuti (fumo, non posso pretendere), mentre la vostra collega vi guarda con gli occhi sgranati facendo dei gesti tipo "questo è fuso forte". La suddetta pratica, al costo di una sudata che può essere pericolosa per seguenti relazioni sociali, vi sparerà il morale a mille aiutandovi a concentrarvi sulle cose belle e felici, il che è utile se di li a poco dovrete prendere legnate ad una riunione.

lunedì, settembre 08, 2008



- Ambulanche Ltd. - Stay Where You Are -


Avevo scritto un bellissimo (hehe) post sul malditesta e sulle persone incredibili (credibili ma rare) che avevo avuto modo di conoscere ad un incontro tra Direttore Generale di Pedemontana, una società che deve costruire un'autostrada, e alcune famiglie di futuri espropriati, e sulla pochezza di un sindaco, ma firefox ha deciso che non fosse opportuno che lo pubblicassi ed ho troppo mal di testa per provare a riscriverlo...peccato

Buona notte

mercoledì, agosto 20, 2008

Time to pretend


MGMT - Time To Pretend
by gotmullet


- Time to pretend - MGMT (ST 21) -

Ecco un'altra suggestione musicale dalla colonna sonora di un film. Il film in questione è 21, un filmetto leggero ma pienamente godibile. La canzone è "Time to pretend", Tempo di fingere, è mi è piaciuta moltissimo fin dal primo ascolto. Ho trovato anche il testo e lo posto a seguire.

I’m feeling rough, I’m feeling raw, I’m in the prime of my life.
Let’s make some music, make some money, find some models for wives.
I’ll move to Paris, shoot some heroin, and fuck with the stars.
You man the island and the cocaine and the elegant cars.

This is our decision, to live fast and die young.
We’ve got the vision, now let’s have some fun.
Yeah, it’s overwhelming, but what else can we do.
Get jobs in offices, and wake up for the morning commute.

Forget about our mothers and our friends
We’re fated to pretend
To pretend
We’re fated to pretend
To pretend

I’ll miss the playgrounds and the animals and digging up worms
I’ll miss the comfort of my mother and the weight of the world
I’ll miss my sister, miss my father, miss my dog and my home
Yeah, I’ll miss the boredem and the freedom and the time spent alone.

There’s really nothing, nothing we can do
Love must be forgotten, life can always start up anew.
The models will have children, we’ll get a divorce
We’ll find some more models, everyting must run it’s course.

We’ll choke on our vomit and that will be the end
We were fated to pretend
To pretend
We’re fated to pretend
To pretend

Yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeah
Yeah, yeah, yeahYeah, yeah, yeah

Oggi è una giornata che si presenta piuttosto grigia...spero finisca presto e con pochi strascichi.

martedì, agosto 19, 2008

Inizio Di-vino



- Toop toop - Cassius (ST de "Il Divo") -

Rientro al lavoro stellare!!!

Non c'è nessuno, sono tutti in vacanza, dove dovevamo per altro essere io e la mia amica Elisa. C'è tantissimo da fare, ma non si può fare quasi nulla e comunque non c'è quasi nulla che noi si possa fare. Tutto il giorno a fare (inutilmente) i segretari.

Niente di eccessivamente molesto se io fossi una persona che dorme in "modo opportuno". Non è così.

Beh, almeno ieri ho assaggiato dell'ottimo ragù d'asino (con pasta fatta in casa) ad una sagra qui in provincia di Bergamo (festa di San Rocco) in compagnia della mia Chia, di un ninja (seeeee sticazzi!) noto ai più come Stefano e di Veronica (che probabilmente gli tira dietro stellette ninja ogni due per tre...e fa bene!!!). Tutto ottimo, anche il panorama, ma io e l'alcool dobbiamo rivedere le reciproche posizioni.

A conclusione di post-serata, ho finalmente trovato il video della canzone d'apertura del film "Il Divo" del grande Sorrentino, con il grande Servillo. La adoro e ve la metto qui, in modo che voi possiate apprezzarla. Se siete tra quelli che non hanno ancora avuto il piacere di vedere il film, come quella testa di Mpanatigghia (o come ca...minchia si scrive) di (IN)Fausto, guardatelo, uno perchè è un gran bel film sotto praticamente tutti i punti di vista (ma se volete possiamo discuterne...hehe), due perchè la canzone si gusta meglio con le immagini.

Ulteriore regalo:
- una scena che mi è particolarmente piaciuta
- il trailer del film

sabato, agosto 16, 2008

Railpissing after all



- Human after all - Daft Punk -

I nonni spesso raccontano ai nipoti aneddoti che recano seco grande saggezza.

Quando sarò nonno, se sarò nonno, racconterò a mio/a nipote un aneddoto la cui morale sarà: "non mingere MAI davanti al cancello del deposito materiali di una costruenda linea di trasporto leggero su ferro!!!!.

Prendete tre simpatici ragazzi ebbri, convinti che il mondo sia sufficientemente indulgente solo per il fatto che sono "bravi ragazzi" e che smaltiscono la loro ebrezza a piedi e non su quattro ruote.

mettiamo che uno dica:
- Andiamo di qua!
E gli altri,
- Di qua non c'è un cazzo, che ci andiamo a fare?
Il tutto dopo averli riempiti di negroni e altra alcolistica varia e shakerati per bene.
- Cazzate - fa il primo - scommettiamo che di quà c'è un locale?
Gli altri lo seguono, trasportati essenzialmente dall'euforia scemante a causa della distanza dal prossimo drink.

Qualcuno fa apprezzamenti innocenti, nel senso stretto del termine, alcun ché di volgare, ma questo è il mondo e forse l'innocenza non esiste, quindi, sulla strada del prossimo drink, i nostri si pigliano un "vaffanculo" e, sempre qualcuno, risponde cercando il limite del suo buon gusto, del suo senso di rispetto e della sua educazione. Ma sono solo scaramucce e il meglio ha ancora da venire.

Il locale in effetti c'è, ma è chiuso.

Se uno cammina a lungo, avendo bevuto parecchio e, per caso, la strada che porta al locale chiuso è attraversata dalla linea ferrata della futura metropolitana leggera, per altro non recintata, è un attimo che sembri opportuno mingere sul sedime, appena un pò lontano dalla strada.

Occhio perché qui arrivano i cazzi, intesi non solo e non tanto come l'apparecchiatura necessaria per mingere, ma anche e soprattutto, metaforicamente, come il guardiano del deposito sito al bordo della linea.

- Fermi!
Chi di dovere, a questo punto, a già ritratto l'attrezzatura e, con gli altri si sta allontanando.
- Fermi!
Al grido i tre si arrestano.
- Che c'è?
Chiedono girati verso il guardiano apparso alle loro spalle, tra pesanti apparecchiature per la posa dei binari.
- Fermi!
- Qual'è il problema?
- Fermi!
Persuasi dell'impossibilità di ottenere qualsivoglia informazione utile sui motivi dell'altolà i tre si girano e se ne vanno. Qui commettono un'errore grave: inebriati ancora dall'importante presenza gastrica di alcuni negroni, pensano che correre lungo il binario per distanziare lo scocciante e pedante guardiano, privo, per altro, di un qualsiasi motivo di scocciarli e pedantizzarli, sia una buona idea.

Il guardiano sparisce dietro di loro, nonostante la lentezza di quello dei tre con le "ossa più grosse", solo per riapparire pochi minuti più tardi insieme ad un vigilantes privato.
- Fermi!
Di nuovo.
Ci si ferma, si spiega che si stava solo "urinando" al vigilantes, al collega che sopraggiunge poco dopo e alle due, dico due, volanti della polizia che chiudono l'ingente mobilitazione di forze "anti-pipì". Tutti capiscono, tutti escludono che i tre possano aver fatto qualcosa di male (nessuno di loro è stato visto fuggire con chili di filo di rame in spalla), ma il guardiano sostiene che i tre siano entrati nel deposito.

La polizia parte per un sopralluogo e risulta che il cancello era chiuso da un semplice filo di ferro e che quindi i tre possono essere facilmente penetrati nella proprietà senza bisogno di scassinare alcun chè (nessun segno di effrazione). Quando si fa notare al poliziotto che il fil di ferro potrebbe averlo aperto il custode uscendo per inseguire i presunti ladri di rame, il suddetto non si sbilancia e il trio viene portato in questura per accertamenti.

Le macchine della polizia non sono comode. Almeno, per chi sta seduto dietro non lo sono affatto.

Accertamenti significa aspettare circa mezz'ora aspettando che venga dato ai nostri da firmare un foglio con le generalità e gli estremi dell'avvocato d'ufficio, in caso di querela dal respnsabile del guardiano, improbabile al 99%.

Ho fatto un sacco di considerazioni una volta uscito dalla questura, dalle più concrete (dirlo ai miei) alle più astratte (controllo sociale). Non riesco a renderne conto qui e ora. Perdonatemi se vi do la buona notte e scusatemi se sono stato noioso.

mercoledì, luglio 30, 2008

Piratesse infortunate e felici


Sono andato a fare le ultime spese prima della partenza.

Giro nel reparto "cerotti" e vedo una confezione di cerotti oculari con una modella che sorride con tanto di occhio piratesco, con il cerotto (bianco, non nero) applicato.

Ora, non so perché ma la cosa mi ha colpito, non la modella, tipo postalmarket, ma il fatto che fosse "felicemente guercia". Non ho elaborato ancora, ma mi è rimasta impressa l'immagine.

Comunque...buone vacanze a tutti, alla turba di simpatici festaioli che stasera vanno al maga furla e a tutti gli altri. Arrivederci al 13 agosto.

...E buon viaggio a me e Chia.

PS: la modella non è quella della foto più su.

PPS: ho perso un infinità di numeri telefonici (il cellulare si è rotto e li avevo memorizzati sulla memori interna) quindi chi leggesse e mi ha dato il suo, qualora volesse, potrebbe reinviarmelo cortesemente tramite sms?

mercoledì, luglio 23, 2008

Il fumo sopra le teste (clikka sul titolo)


- Nena and The Superyeahs - B movie Song -

Il fumo sale rapido sopra le teste, si colora delle luci del palco, poi fugge e si disperde nel buio della notte, preda del vento.

Io sono un pezzo di legno e ho pure le mani occupate da birra e sigaretta, ma cerco di dinemenarmi seguendo una versione tutta mia del ritmo della canzone.

Molti pensieri mi affollano la mente: pensieri di libertà, di limiti superati, pensieri di possibilità e alterna. Mi investe una certa euforia, un euforia calma. Ho le gambe stanche, ma con i piedi poggiati sull'erba morbida ed il fresco è una stanchezza buona.

Qualche chiacchiera con buoni amici, della birra annacquata e acida, un panino con la salamella ed un breve sonno saporito.

Ieri notte avrei scrito di più, ma ha vinto il sonno.

mercoledì, luglio 16, 2008

Entomologia da bere



Video: Eagles of death metal - Dont'speak

303esimo post...mi fa pensare alla macchina di paperino.

Paperino ti sta simpatico, ti deve stare simpatico, è sfigato...funziona così. Come pure topolino sta sul cazzo perché è il primo della classe.

La mia immaginazione è fissa su un me ipotetico su di un motorino con in testa un casco, un casco a scodella, il colore non importa molto, ma direi nero o arancione cachi maturo, con un lunghissimo corno di narvalo montato in fronte. Sulla punta una specie di cubetto di materiale spugnoso: non sta li per fare male a qualcuno quel corno, solo per fare pensare ai compilatori di bestiarii del prossimo medioevo che gli unicorni esistono e hanno le ruote, due per la precisione.

Su tutto questo aleggia il valore del tempo. Senza voler essere troppo fiscali. Ci sono rapporti di lunga data a bassa intensità e rapporti recenti ma estremamente intensi. Comunque il tempo è la variabile. Il presente infinito, l'attimo eterno...parole, sensazioni, non certo reali assoluti (assoluti reali...singolare).

Abbondo in puntini, anche parentetici, ma la sostanza è che la tendenza all'equilibrio dinamico sta sempre li, a prescindere dal fatto che risulti nel raggiungimento dello stesso o no. Lo sradicamento moderno genera speso il ripiegamento verso un'identità locale, fisica e contestuale, e se cercandola la si trova debole, la si reinventa e la storia, che sia fittizia o meno, risulta essere ciò che da consistenza all'identità.

Non è mia intenzione, ora, parlare della rilevanza del fatto che la storia sia reale o inventata.

Stasera ho fatto l'ennesima esperienza del mio fatalismo. La FAO ammonisce noi occidentali perché, a causa di stupide preclusioni mentali, non mangiamo insetti, nutrienti e abbondanti. Detto fatto, basta andare in un locale porno-lounge all'aperto (non so perché l'ho definito porno, né ho mai avuto esattamente idea di cosa volesse dire lounge, percependo comunque quando un posto lo è), ordinare un long island, prontamente servito con cannuccia e fare una sorsata con la suddetta.

Beh...diciamo che le cannuccie dovrebbero essere vuote.

Cmq, non ho registrato alcun sapore, tranne forse quelli che la mia mente impressionata dalla scoperta voleva che registrassi. Il drink l'ho finito, lagnandomi solo occasionalmente e senza chiamare in causa l'ASL...si trattava solo di proteine.

Il delirio è al limite, ma in questi giorni di stitichezza mentale, avevo proprio bisogno di liberarmi, anche in questo androne buio di blog.

Notte a tutti e viva l'entomologia.

lunedì, luglio 07, 2008

Boom...


Continua la mia magica avventura nel mondo del lavoro.

Oggi stipula del contratto con tanto di ammonimenti. Ci sarà da sgobbare duro, ma questo l'avevo messo in conto, il problema sarà conciliare i due impieghi senza scontentare nessuno. Peccato non essere ubiqui :).

Un immagine mi ha colpito qualche giorno fa, in effetti era il primo giorno di lavoro. Andavo verso la stazione centrale e vedo che ad una donna che camminava spedita cade la giacca. Subito dietro di lei arrivava un'altra donna un pò meno spedita. Ho pensato "si fermerà a raccoglierlo e lo riconsegnerà alla proprietaria". Manco per il cavolo, lo guarda e tira dritto. Un pò sorpreso, faccio una corsettina, che vista la trippa non fa mai male, e ottempero a quella che a me sembrava una pulsione normale. La prima signora mi ringrazia e va via.

Non ho raccontato questo perchè volevo fare del buonismo o autoincensarmi, ma solo perchè mi sono sentito ingenuo nel trovarmi sorpreso.

venerdì, luglio 04, 2008

La Fura dels Trabajo

Trecentounesimo post.
Una fase della mia vita ultra concitata. Avrei migliaia di cose da scrivere, ma, forse per la prima volta, mi manca davvero il tempo. Sono un superpendolare ora, esco di casa alle 7.00 e ci torno alle 20.00, con eventi extra (tipo conferenze e presentazioni serali) sparsi per la settimana.
Per ora non sono morto. Per ora le ansie non mi hanno soffocato. Per ora mi piace anche, è euforizzante.
Non c'è nemmeno solo il lavoro.
L'altro ieri, con la mia Chia (su sua proposta), uno spettacolo teatrale che definirei piuttosto originale. Niente palco, niente platea, gli attori in mezzo al pubblico, scene e simbolismi piuttosto forti. Violenza simulata ma estremamente realistica. Panico più o meno motivato tra il pubblico, poi acqua a secchiate, sesamo e saliva sputati ovunque, un pappone disgustoso usato per ingozzare ed umiliare, fumo aromatizzato alla liquirizia e tinture corporee dorate. Corpi viscidi, corpi tesi, corpi simbolici, strumenti espressivi al servizio dello spettacolo, del significato. Musica assordante e strutture sceniche mobili, inquietanti, torreggianti che fendevano il pubblico come un mare oleoso.
Esperienza coinvolgente, interessante, appassionante:

Che dire se non grande Chia (nonostante la fifa). Consigliato a chi non è troppo schizzinoso.

domenica, giugno 29, 2008

Banalità afose



- DEATH PROOF - DOWN IN MEXICO -

Il desiderio di giustizia non ha niente a che vedere con la giustizia intesa come concetto assoluto e trascendente. Ognuno ha la sua idea di cosa è giusto, condita con le influenze del contesto. Fin qui nulla di nuovo...e null'altro voglio aggiungere a questa banalità. Mi limiterò a scriverla così come appare poco più su.

Altro? No, non molto altro, a parte la mutevolezza del sentire, sperimentata in stato di percezione alterata dall'alcool. La cosa più interessante non è tanto la differenza che intercorre tra le sensazioni e le convinzioni che si manifestano in questo stato rispetto a quelle dello stato normale, ma il passaggio tra i due stati, le fasi e le trasformazioni che si attuano. L'erosione dell'euforia è molto lenta, ma costante e si attua attraverso l'esaltazione di quanto di negativo c'è già nella testa, parallela ed inversa alla soppressione dei vincoli sociali e psicologici.

Un tale fenomeno evidenzia ancora una volta la capacità dell'esistente di ristabilire un equilibrio dinamico nel momento in cui questo è perso...capacità, questa, fondamentale per l'esistenza stessa così come la conosciamo. L'elemento dinamico fornisce mutevolezza, variegazione, quello dell'equilibrio solidità e stabilità, uniti a costituire un altro equilibrio ad un livello superiore, anch'esso dinamico.

Anche qui...genialità? No, banalità piuttosto, elucubrazioni del momento riportate su schermo, ma a quanto si dice, tra i blog ho buona compagnia, tanto più che questo non è un blog di servizio, è solo una manifestazione del mio esibizionismo ed egocentrismo.

Saluti, a non so quando...

sabato, giugno 21, 2008

Luna Champagne


Si impara il valore della riservatezza solo quando si smette di pensare di non valere nulla, o comunque molto poco, quando si inizia a costruire qualcosa per sé ma insieme ad altre persone, persone importanti.

Finalmente è arrivato il caldo, quel caldo estivo, dalle mie parti un pò umido, che fa la luna più gialla e sfumata, che ti fa cercare la brezza, che ti fa andare in macchina con i finestrini abbassati, senza fretta ascoltando una radio che trasmette blues.

Finalmente è arrivata l'estate che quest'anno s'è fatta attendere. Finalmente per molti, quasi tutti credo, forse anche per me. Dico forse perché io e l'estate abbiamo sempre avuto un rapporto controverso. L'estate è uno di quei periodi che carichi di grandi aspettative e quando le aspettative sono grandi, alto è il rischio di vederle deluse.

Le mie aspettative sull'estate sono sempre state enormi: mi aspettavo mutamenti epocali, esperienze incredibili e, manco a dirlo, venivo soddisfatto per lo più quando mi davo per vinto e pensavo di tenere un profilo basso.

Non mi passa nemmeno per la testa di limitarmi ad una lagnanza, le mie estati dopo tutto hanno portato con sé "mutamenti epocali ed esperienze incredibili", ma mi hanno spesso donato un senso di malinconia profonda, una tristezza sottile, uno straniamento appannato e ronzante, tanto più che mutamenti ed esperienze non necessariamente sono cose piacevoli.

Ora ne è arrivata un'altra e, questa volta, non caricarla di aspettative è davvero arduo, d'altronde la mia vita sta già cambiando, è una fase nuova. Sono dunque un pò timoroso, ma non per questo manco di speranza ed entusiasmo.

Staremo a vedere...

giovedì, giugno 19, 2008

Delirio Esangue


Mi sono sempre vestito "diverso".

Non nel senso di alternativo od originale.

Più o meno consapevolmente ho sempre profuso molto impegno nel non ricadere in nessuno stile identificabile. Certo, avevo delle più o meno chiare inclinazioni, ma non c'erano scelte nette.

C'è gente che fa questo da sempre, teoricamente sono una minoranza, in realtà non sempre. Il punto è che c'è chi lo fa con un idea precisa in testa, chi lo sceglie, e chi lo fa come manifestazione di assoluta e totale indecisione.

I primi, se hanno gusto e ascendente, diventano, magari anche loro malgrado, trend setter. I secondi...beh...di solito finiscono nella categoria degli "sfigati", o dei "trasparenti", grande contenitore in cui si infilano le persone che, non solo non hanno deciso chi vogliono essere, ma manco ci provano e non hanno caratteristiche innate tali da renderli oggetto di etichettamenti più peculiari.

Perché questo discorso, che per altro troncherò qui? Non lo so, è un idea che mi è venuta mentre tornavo dall'ospedale dove ho fatto gli esami del sangue.

A questo proposito: siamo biofabbriche, produciamo sangue, feci, altre cose e caos/organizzazione. Carino. Batteri e globuli vari ringraziano. L'entropia è commossa.

Dio che sonno...e che svarioni...e si che non me ne hanno preso troppo di sangue. Mah...

Perdonatemi, devo riprendere la mano.

venerdì, giugno 13, 2008

Next level



E' tanto che non scrivo...davvero tanto...

Sono stato in sospeso. Sono stato in attesa.

Adesso corro.

E' il prossimo livello, reset e via. Non è che parti da zero, per continuare la metafora videoludica, ho con me un pò di equipaggiamento accumulato ai livelli precedenti, ma non ho routine. Ci sono nuovi schemi d'azione da costruire, nuovi modi di risolvere le situazioni, ma a questo livello ci sono arrivato, quindi non devo essere del tutto sprovveduto.

Spaventa ed eccita...

Si profilano possibilità nuove, nuove realizzazioni, ma anche nuovi compromessi, "lezioni" da imparare, affiancate a quelle che non ho ancora imparato ma che rincorro da un pò.

Tutti hanno un blog. Ognuno scrive le sue cazzate e si fa leggere da qualche amico particolarmente affine e/o misericordioso (circa una trentina). Un sacco di voci e poche orecchie. Tantissime verità e altrettante presunzioni.

Sconfortante sentirsi tra questi visto come si parla del fenomeno. Difficile capire fin dove è l'ennesima riproposizione di "si stava meglio prima" e dove invece è una critica contestuale e sensata.

Dunque il silenzio...temporaneo...anche perchè mi dovevo/devo rieditare.

Ora, non azzardandomi ad emulare il buon (qualcuno ci metterà il TM prima o poi su "il buon") g. che ha spremuto questa forma di comunicazione a dovere, lasciandola per altre forme più vitali al momento giusto, scrivo di nuovo.

Ho deciso di fottermene delle mie paranoie rispetto alla dimensione globale del fenomeno e alle sue implicazioni. Ogni tanto mi piace scrivermi, mi aiuta, mi rilassa, quindi, ignrantemente, stolidamente e superficialmente scrivo...di nuovo...non so per quanto.

venerdì, maggio 30, 2008

Come una spugna

Singolare…

Cresciuto con l’idea che la cultura fosse una cosa importantissima, forse tra le più importanti, mi ritrovo ignorante.

Non parlo della condizione assoluta, tutti siamo ignoranti rispetto ad un’infinità di cose, parlo di quella relativa.

Fino alle superiori (e i primi due anni di università) ho deciso che la mia vita era una merda e che l’apatia e l’autocommiserazione dovessero essere la mia via. C’era pure una buona dose di vittimismo a 360° e di pensiero autodistruttivo in loop.

Per tanto tempo mi sono concentrato sul mio mondo interiore, arrivando a giustificarmi pensando che quest’ultimo è infinito tanto quanto quello esteriore e, addirittura, che dentro di me potevo trovare tutto e che non c’era bisogno di dedicarmi a quello che avevano cercato altri fuori. Non ci ho mai creduto davvero, ma mi faceva comodo.

Avevo anche una gran paura del confronto: dopo essermi sentito dire all’infinito da piccolo che ero intelligente e dopo aver realizzato che, se questo era vero, non mi aiutava gran che nelle relazioni con il resto del mondo, per crederlo dovevo impedire a chiunque e a qualunque cosa di negarlo.

Il risultato di tutto ciò è stato che a scuola mi sono sempre limitato a galleggiare, studiando occasionalmente il minimo, usando ogni minimo fallimento come alibi e preoccupandomi più di coltivare l’ansia da prestazione che di impegnarmi per affrontare le prove che mi si ponevano di fronte o di dedicare realmente alla cultura quell’attenzione che, secondo i valori inculcatimi, avrebbe dovuto avere.

Cominciando sociologia le cose sono un po’ migliorate, ma solo un po’. L’avvicendarsi degli esami era troppo veloce (tutti tre crediti) e quello che mi infilavo in testa, poco dopo svaniva e restavano solo plichi di riassunti fatti a computer, tanto più che non sono nemmeno stato costante nello studio.

Il risultato finale è che sono una “spugna”. Assorbo informazioni raccattate da ogni dove (internet, libri, tv) sugli argomenti più disparati (storia dell’assenzio, salti prigoginici, ecc.), ma si tratta di conoscenze occasionali e superficiali, prive di un filo conduttore, non organiche, tali che posso parlare solo con chi non ne sa niente e limitandomi molto. Per quanto riguarda la sociologia stessa, ho idee di fondo molto generali e qualche raro sprazzo di conoscenza più specifica.

Me ne rendo conto benissimo e sono anche cambiato nel tempo, ma spesso, troppo spesso, continuo a limitarmi a preoccuparmene, senza agire di contrasto.

sabato, maggio 17, 2008

Chrysalid


Da molto tempo ormai non scrivo e da molto tempo non sento l’urgenza di scrivere.

La paura di essere banale l’ho sempre sentita, ma non è mai stata un problema troppo grosso. Infondo Internet è piena di banalità e quando, ogni tanto, sono riuscito a scrivere qualcosa che qualcuno ha trovato interessante, mi sono ritenuto soddisfatto.

Non ho mai aspirato a superara la mia trentina di visite giornaliere. Ci sarebbe voluto tutt’un altro impegno, altri contenuti, altra cura. Questo blog ha risposto a necessità molto basilari: sfogo creativo in momenti di particolare cupezza, reificazione e traccia della mia autorifelessività, arena del mio autocompiacimento e gogna del mio “vorrei ma non posso”, dei miei errori d’ortografia, delle mie difficoltà con la punteggiatura, tentativo di sbrogliare la matassa ingarbugliata dei miei pensieri.

Non ho mai avuto un preciso target in mente, potrei dire che scrivevo solo per me, ma sarebbe un’idiozia, perché al mio blog può accedere chiunque. Un target, in realtà, credo di averlo sempre avuto, anche se non so definirlo.

Qual’è il punto? Il punto è che ora la paura della banalità è più forte, che sono privo di ispirazione e che, quindi, non riesco a scrivere né racconti, né riflessioni (su massimi, minimi o intermedi sistemi). Immagino che la cosa abbia anche molto a che fare con il periodo di transizione che sto attraversando, con l’idea sempre presente, anche se non necessariamente esplicitata, che sono comunque io, ma che sono anche un po’ diverso e che non so ancora in che modo esattamente sono diverso.

D’altro canto scrivo ancora, perché evidentemente mi dispiace veder morire il blog, forse anche per quella trentina di aficionados (che probabilmente sono di meno, visto che almeno un 33% delle visite è da imputarsi a naviganti occasionali, soprattutto da gente che con google immagini cerca “bleeding heart” e finisce per trovare un mio vecchio post) che, ogni giorno, uno più, uno meno, rimpolpano il mio counter.

Vedremo…

mercoledì, maggio 07, 2008

Chiudono gli occhi e serrano i pugni


Quello che segue non pretende di essere un pensiero originale, è solo un pensiero nella forma in cui mi è venuto nel momento stesso in cui mi è venuto.

I fatti di cronaca più recenti sono piuttosto preoccupanti.

Un ragazzo morto a Verona, pestato a sangue da un gruppo di fighettini annoiati con un futilissimo pretesto (tanto futile che forse potevano pure risparmiarsi la pena di cercarne uno).

Una rivolta di piazza che ha coinvolto centinaia di persona a Torino contro vigili che cercavano di multare un automobilista che con la sua auto bloccava il passaggio di un tram.

Il numero crescente di atti di bullismo sempre più crudeli con immancabile filmato su YouTube.

Gente, e non gente a caso, il nuovo Presidente della camera, che si mette a fare improbabili classifiche degli atti efferati, buttando beceramente in politica qualcosa che dalla politica doveva essere semplicemente condannato e stigmatizzato.

Tutto torna...l'allarme sicurezza pompato ai massimi livelli, con il rinforzo della crisi economica, porta all'egoismo, al caproespiatorismo, all'annullamento di ogni senso dello stato, della legalità, la perdita di valore della vita umana: non è il rispetto della legge che si chiede, ma l'intransigenza e la violenza spiccia contro le incarnazioni più visibili e più "facili" dei nostri guai e delle nostre afflizioni. Non importa nulla a nessuno che in Italia la legge sia stata sempre un optional, soprattutto per alcuni, importa soltanto che questo resti un privilegio "esclusivamente italiano".

L'anomia galoppa. Prelude forse ad un cambiamento, è una crisalide. Cosa ne uscirà? Temo qualcosa di deforme.

Ribadisco, riporto solo alcune sensazioni, non voglio certo fare un'analisi sociologica. So anche che alcuni di questi fenomeni sono probabilmente amplificati dalla TV, ma anche solo questo, in una prospettiva ermeneutica ha un suo senso: il problema insicurezza sarebbe solo un leggero spauracchio senza l'essenziale supporto televisivo. Paura, violenza, verso un parossismo che si autoalimenta.

Comunque, basta sproloqui, sono solo un pò preoccupato.

Graditissimi commenti (Aspetto soprattutto quelli di g. a punire la mia superficialità ed il mio bigottismo :) )

martedì, aprile 29, 2008

Pozzo Magistralmente Dottorizzato

- Per la foto attendo che mi venga consegnata -


- ATTENZIONE: IL SEGUENTE POST E' INFARCITO DI MIELOSITA' E POTREBBE CAUSARE DIABETE. SIETE STATI AVVERTITI. -

Check-in e check-out...

Non ho ancora realizzato che è finita, che sono fuori, che è cominciata un'altra fase...

Quello che ho realizzato e che mi ha fatto un piacere immenso è stata la vicinanza delle persone a cui tengo, a cui voglio bene e che hanno dimostrato, ancora una volta di volermi bene.

Grandissimi tutti!!! Io di norma non amo troppo le celebrazioni che mi riguardano, mi mettono a disagio (qualcuno potrebbe sorprendersene, ma è proprio così). Devo quindi ringraziare tutti quelli che c'erano fisicamente e che c'erano anche non essendo proprio li.

Gli amici di sempre (che non è necessariamente un attributo cronologico) in ordine rigorosamente sparso: Il buon vecchio e solido Mike, L'estroso e "motivativo" MC (maestro di cerimonia) Tuc, L'affettuosissima Ire, il mio futuro premio nobel per i fotoni di fiducia (già, proprio per i fotoni) Teo, la mia convinta fun Ari, l'ottimo Fede e l'altrettanto ottimo Nein (che sono riusciti a venire nonostante agende fitte e bancari elusivi), Mazu e Otto (che non ci sono riusciti, ma si sono fatti comunque sentire), i miei compagni di infinite (finite) universitarie tribolazioni Angelo, Gio, Marco, Valeria, Gabri, Sere, Sara, Elisa, Raffo (ma Giulio!!! Ma g.!!!!!) e tutti gli altri amici che si sono messi in contatto più o meno telepatico in questi giorni.

La mamma ed il papà, "orgogliosamente composti", La mia SuperSorellona, a cui non dimostrerò mai abbastanza affetto, l'incrollabile zia Italia e le altre zie e zii, più o meno commossi, le mie cugine e cugini, sparsi per lo stivale, la nonna Pina che mi ha fatto mettere in fresco lo spumante e la nonna Lucia tempestiva e vigorosa nei teleauguri.

Ancora una volta, ultima, ma non certo ultima, più che altro dulcis in fundo (ma si scriverà così? :) ), La mia Chia che amo, adoro e venero (concedimelo :) ), che si è sobbarcata più di tutti le mie paranoie assurde, che mi ha tranquillizzato e riportato alla sanità mentale anche quando ero un cumulo di lagnanze più o meno informe, che mi ha sostenuto, che ha riscoperto l'esistenza delle 7 di mattina in un giorno in cui non si deve andare in uni e che, ancora una volta mi ha reso più felice del felice.

UN CALOROSO ABBRACCIO A TUTTI, VI VOGLIO DAVVERO BENE E CIO' CHE DI PIU' BELLO RESTERA' NELLA MIA MEMORIA DI QUESTO GIORNO LO DEVO A VOI, GRAZIE.

PS: ribadisco per i distratti, la mia camicia non era verde lega, QUARZO! Era verde pistacchio di Bronte (che sta in Sicilia, quindi non può essere leghista e chi eccepisce lo strozzo).

lunedì, aprile 28, 2008

Pozzo Magistrale

Domani salvo ecatombi mi dottorizzo magistralmente...e poi via verso un altro tumultuoso, si spera non troppo, ciclo.

Grazie a tutti (specialmente ad alcuni).

martedì, aprile 22, 2008

Latrine ottimiste


I cessi...i cessi pubblici intendo.

Sulle pareti dei cessi pubblici trovi di tutto, specie in quelli degli autogrill, ma non solo. Frasi ed istoriazioni rappresentate con pennarelloni indelebili o bianchetto, incise con oggetti acuminati sulla porta o sull'intonaco scrostato.

Di norma si tratta di esemplificazioni anatomiche per ciechi (membri e vagine hanno spesso dimensioni ragguardevoli, non mi stupirebbe scoprire iscrizioni in breil) o profferte di amanti del sesso, etero o omo, in ogni sua forma, consapevoli o meno (ad opera di amici premurosi che cercano di compensare la timidezza della persona citata). Altre volte si trovano motti di spirito e cordiali considerazioni sulle inclinazioni delle genitrici di avversari politici, tifosi di squadre avversarie, ecc.

Oggi, entrando in un vano-latrina qui in università, ho trovato una frase che mi ha fatto sorridere:

"Dai che stavolta la passi (la materia)"

Niente di che, solo un messaggio "banalmente" positivo.

martedì, aprile 15, 2008

Non ho mai avuto una forte vocazione esterofila...



- Attenzione!!! -
Quello che segue è uno sproloquio espressione disordinata di alcune delle emozioni e delle riflessioni che la terribile giornata di ieri ha stimolato in me. E' lungo e probabilmente noioso, è più che altro un flusso di coscienza, lo leggete a vostro rischio e pericolo.


In un mondo ideale, dopo una vittoria della parte avversa alle elezioni, si resta delusi e si pensa subito a costruire per la tornata successiva, magari si fanno pure i complimenti ai vincitori e ci si dispone all'opposizione ed all'attesa.

In questo mondo, invece, quello che succede e che si ha paura, almeno, io ho paura. Non si tratta infatti di contrapposizione tra posizioni che condividono almeno ideali di fondo e divergono sulle scelte di governo, non c'è alcun rispetto reciproco, nemmeno tolleranza, c'è odio e contrapposizione frontale.

Questa volta non è come le altre, la maggioranza eletta non annovera un Casini, che nonostante tutto è stato in precedenza un moderatore, anche quando altri, per coltivare un interesse a lungo termine, hanno taciuto. La lega, ora, non è una piccola componente, ma una forza decisiva, tanto forte da non poter essere vincolata e fa paura perché è xenofoba, violenta e greve, perché fa leva sui istinti bassi e animaleschi che, a questo punto, paiono essere molto più diffusi di quanto sarebbe auspicabile.

Non mi fanno paura solo o tanto le azioni che potrà intraprendere il nuovo governo (anche se le immagino devastanti), tremo di fronte ai mutamenti nella società civile e nella cultura che questi risultati metteranno in moto. Prima toccherà agli immigrati extraitaliani, ai Rom, per i quali ci sarà un intensificarsi dell'intolleranza, della violenza, verbale e forse non solo, ed insieme a loro, probabilmente, ai più coraggiosi tra "noi" che non riusciranno a tacere, perché non l'hanno mai fatto o perché non riusciranno a sopportare gli eccessi. Ma poi toccherà anche ai più pavidi, tranne forse ai voltagabbana più convinti, ma per questi, infondo, questa situazione non sarà un grosso problema.

Io ho origini meridionali, sono nato in provincia di Bergamo e vivo qui da allora. I miei genitori sono persone oneste che hanno sempre lavorato e pagato le tasse fino all'ultimo centesimo (a già, questo non è certo merito...), ma questo non ha avuto mai la minima rilevanza per gli arrabbiati padani. Ricordo un'estate in cui tornavo dalla Sicilia in macchina con i miei, erano i primi tempi della lega e lo spirito rivoluzionario incendiava i militanti. Ci fermammo ad un distributore all'altezza di Verona ed il benzinaio, colto l'accento (benché certo non marcato) non padano di mio padre, ci accolse con insulti variegati e frasi tipo "restatevene a casa vostra terroni di merda". Io ci stavo andando a casa mia.

Mi sembrano cani, cani da combattimento che vengono lasciati digiuni per incattivirli, per farli sbavare di rabbia, per farli diventare aggressivi. Ma non è la fame, è la paura della fame che li aizza, anzi, più che la fame la paura di perdere ciò che HANNO, e ciò che HANNO è tutto ciò che hanno.

La retorica dello scegliere il "meno peggio" era fin troppo logora e non considerava un punto fondamentale: il peggio (o il meno peggio) non erano solo di quelli che dovevano essere scelti, erano anche di quelli che sceglievano. La nostra classe politica, la nostra "casta", ci rappresenta benissimo, rappresenta alla perfezione la nostra cultura, i nostri umori, i nostri valori: per noi l'evasione fiscale è un peccato veniale e solo se ti scoprono, il clientelarismo, il campanilismo, il familismo amorale, sono norme comuni e apprezzate.

Ieri sentivo un giornalista di Repubblica che veniva intervistato a TG24, diceva, tra le altre cose, che il voto degli italiani, o della gran parte di essi è motivato dalla paura del cambiamento. L'Italia è un Paese vecchio, proseguiva, non competitivo, in ritardo, incapace di stare al passo con i resto d'Europa, deve cambiare. Ma non c'è cambiamento, non c'è risanamento senza fatica, senza che si paghi un prezzo ed è di pagare questo prezzo, di fare questa fatica, di cambiare che l'elettorato ha paura e vota chi gli promette che sarà tutto facile, indolore.

Non si possono fare tanti ragionamenti da chi è in preda alla paura ed all'angoscia, specie con i continui e generici proclami di "famiglie che non arrivano alla fine del mese". Non ci si può sorprendere se succede quello che succede oggi anche se tra il 2001 ed il 2006 non si stava certo meglio di come si stesse prima e "la gente lo sa". La gente forse lo sa anche, ma non lo ricorda, non lo vuole ricordare, o comunque non è guidata certo dal raziocinio, ma dalla pancia. In una situazione del genere era impossibile sperare che la grande maggioranza dei cittadini potesse apprezzare l'operato del governo Prodi in questi due anni: c'era poco da apprezzare nell'immediato, i risultati positivi sarebbero venuti, forse, con il tempo e, soprattutto, se fosse durato cinque anni.

D'altronde è pieno di gente che "se gli indichi la luna guarda il dito", il futuro ed il passato si contraggono in un presente espanso, non c'è prospettiva, c'è solo il "qui ed ora". E se questo è vero non c'è che l'estinzione, il suo equivalente in termini nazionali.

A me, d'altro canto, l'idea di emigrare non va proprio...

lunedì, aprile 14, 2008

sabato, aprile 12, 2008

Stillicidio stanco


Ho resistito, non ho scritto nulla fino ad ora, ho preferito parlarne a voce (e ha farne le spese è stata principalmente la mia povera Chia) perché sono stato e sono tuttora piuttosto confuso, non tanto su dove mettere la cavolo di crocetta, quello bene o male (male essenzialmente) l'ho sempre saputo, ma sulle considerazioni a contorno.

In realtà non ho molta voglia di farne nemmeno adesso di considerazioni, sono solo un pò spaventato e di cattivo umore. Sono d'accordo con chi dice che è stupido fare una campagna contro qualcuno, nello specifico lo "psiconano" (o qualsiasi altro epiteto che tenga conto della bassa statura e dell'inquietante condizione psichica), ma è vero anche che, ultimamente, mi è sembrato non solo lo stesso stronzo di sempre, ma pure affetto da demenza senile. Non scherzo, non è un modo nuovo per burlarmene (non credo ci sia bisogno di altri modi per farlo), mi sembra davvero che abbia qualche serio e nuovo problema psicologico e questo mi fa una dannata paura.

Tutto il resto è più o meno noia. So che deluderò tutti quelli che si aspettavano da me, sul mio blog post più significativi e meno autoreferenziali, soprattutto più politici, ma visto lo stato fin troppo fluido dei miei pensieri a riguardo, preferisco parlarne che scriverne.

mercoledì, aprile 09, 2008

Eritema nodoso idiopatico



- Video: Daft Hands - Harder, Better, Faster, Stronger (aka quello che non posso fare con le mani) -

A tutti gli habitué e non del pozzo, volevo dare una motivazione al mio prolungato silenzio.

Mi sono beccato una cosa tipo fuoco di st. Antonio che, tra le altre fastidiose features, annovera anche gonfiore e dolori similreumatici alle mani, caratteristiche, queste, acuite dal calore. Io scrivo di solito sul mio portatile che scalda paura proprio nella parte dove appoggio i palmi delle mani (appena sotto la tastiera), il che rende la cosa impraticabile per più di qualche minuto.

Questo simpatico evento, non solo mi da una scusa per non aggiornare il pozzo, ma mi da una scusa anche per non finire ste cavolo di conclusioni della tesi (e pork!).

Sperando di tornare presto con altre idiozie (e tenendo nascosti tutti gli altri motivi meno giustificanti per i quali non scrivo), saluto tutti e ringrazio per la fedeltà.

PROSSIMAMENTE: una teoria relativa al legame tra numero sigarette fumate pro capite e numero di fumatori all'interno di un gruppo

giovedì, marzo 27, 2008

L'uomo senza sonno


Come molti dicono, il sono perso non si recupera e, comunque, dormire di pomeriggio, specie se non è estate e se è tardo pomeriggio, non mi mette mai gran che di buon umore, mi da sempre l'idea di aver sprecato tempo...più del solito, voglio dire.

Non so perché, oggi me n'ero dimenticato, con inevitabili conseguenze sull'umore.

Bisogna imparare tante cose nella vita, in special modo, io devo imparare che, nonostante a me "l'orale" riesca di solito bene, non tutto si può sistemare a parole e, a parte questo, a volte non si deve fare null'altro se non attendere l'occasione per riparare ad un'errore. Non intendo attendere indefinitamente l'0ccasione perfetta (che non arriva mai) e finire poi per non fare nulla, semplicemente aspettare fino a che non sia materialmente possibile fare quello che si deve.

Per me le parole sono sempre molto importanti, a volte troppo, e un'altra cosa che dovrei imparare è che, invece, a volte le parole te le devi lasciare scivolare addosso.

Il punto è, poi, che, se passi troppo tempo a tenere il comportamento sbagliato, diventi sbagliato a priori. Ma non voglio mettermi a fare la vittima, è un'altra delle cose che ancora non ho smesso del tutto di fare e che ho sempre fatto.

In tutto ciò, comunque, domani consegna delle microfiches (microdiapositive delle pagine della tesi per chi non lo sapesse), una cosa inutile, assurda e paradossale, ma una cosa che va fatta per potersi laureare. Laurea ad aprile, ormai è pressoché certo.

domenica, marzo 16, 2008

Nuova mistica apotropaica: scaramanticamente semirazionale



- soundtrack: Aphex Twin - Boy Girl Song -

Albert Einstein e la Castagna Anti-raffreddore rullano supremi, facendosi beffe di probabilità e destino, con buona pace, per stavolta, della mia parte razionale (ma non di quella meta-razionale). La mia mistica personale si arricchisce di grandi personaggi sempre più leggendari, i cui poteri apotropaici (modo per dire anti-sfiga tirandosela) sembrano non avere limite.

Questo senza dimenticare le persone reali che hanno il loro bel perché senza bisogno di mistiche di sorta: la mia Chia, sinsigante e rassicurante all'un tempo, ed il buon Mike, sul quale si può sempre fare affidamento.

E ora via, verso la prossima...

giovedì, marzo 13, 2008

Un pessimo autovalutatore



- soundtrack: massive attack - teardrop -

Come faccio ad essere stufo facendo meno di quello che dovrei?

Mah...la tesi mi sta proprio snervando.

C'è chi dice che sto facendo esercizio di autonomia. Può essere, eppure a me sembra, da un sacco di tempo, di brancolare nel buio, di andare alla cieca.

So bene di essere un pessimo valutatore di me stesso e spero, anche in questo caso, di essermi sottovalutato. Domani avrò un assaggio: terrò parte della lezione della mia relatrice sull'argomento di tesi. Sto ancora preparando le slides e, certo, non avrò molto tempo per prepararmi un discorso. Tanto più che non ho ancora finito le analisi che progettavo di fare. Mah...vedremo, andrò a braccio sperando che mi vengano le parole.

PS: la canzone non l'ho messa perché sono in mood piangereccio, ma perché è rilassante.

venerdì, marzo 07, 2008

Parigi


Parigi, arrivo (di nuovo)!

Non emozionarti troppo, non starò molto.

Un regalo di compleanno inaspettato ed "inaspettatamente accettato" farà si che, stasera, per la precisione verso le 22.00, calcherò per la terza volta il suolo francese e per la seconda quello parigino. Il tutto in compagnia dei responsabili del regalo: il buon Teo (futuro sempre più prossimo Nobel per la fisica) che è già sul posto a mostrare al mondo cosa possano fare dei fotoni adeguatamente motivati ed "ingarbugliati", e il buon Tuc (già bassista/volatile e futuro insertore di elettrodi in cranii di gerbilli) che invece partirà con me da Orio.

Spero che tutti gli altri non sentano troppo la mia mancanza (ma spero anche che qualcuno la senta un pochino di più, visto che sarà sicuramente ricambiata)...godetevela, dura solo tre giorni.

Mi prodigherò affinché, in questi giorni, la mia testa si alleggerisca di numeri e statistiche varie e di ansie da tesi, in modo che, al mio ritorno, possano sciamare di nuovo ma con più profitto.

Buon viaggio a me, dunque.

domenica, marzo 02, 2008

Buona notte...buon risveglio



- Soundtrack: System Of A Down - Toxicity -

Morte agli inetti!!!...forse dovrei cominciare a fare testamento...

La testa mi gira e ronca, lo stomaco è una fastidiosa causa di sovrappeso e fastidio, poco più. E infondo sono anestetizzato.

La paura. Con la paura ci devi fare i conti. Forse qualcuno riesce ad ignorarla per periodi estremamente lunghi di tempo, altri no, con la paura ci dialogano continuamente.

Quello che mi fa strano è osservare la mia paura lucidamente, freddamente. Sembra un controsenso, la paura difficilmente è lucida, ancor più difficilmente è fredda, a meno che non sia tale da ridurti a cadavere.

Inetti si diceva e, unendo questo all'idea che si resta come si è ed è difficilissimo cambiare anche solo una virgola (con buona pace di chi afferma che si possano "significativamente smussare gli angoli") di se stessi, il testamento va scritto al più presto!

Morte agli inetti!!!...sulle splendide note dei simpatici motivetti hard core che, fottendosene dei muri, arrivano a me dall'appartamento di fianco ora che son circa le tre di notte.

Morte agli inetti!!!...e qualcosa di disgustoso si fa strada dentro di me. Il mondo si flette come una lamiera agitata. Dio...e mi sembra tutta solo colpa mia...forse lo è...ma non lo so...


mercoledì, febbraio 27, 2008

Amarezza e Levità



Tra fratelli maschi ci si pesta, è risaputo, e questo, insieme ad un'adeguata predisposizione genetica può aiutare a diventare campioni di "scrocchio delle articolazioni".

Altrettanto risaputo, infatti, è che tra le ossa, anzi, tra gli ossi ci siano piccole bolle d'aria e se si tirano o torcono le articolazioni questa bolle scoppiano, producendo il tipico rumore scrocchiante tanto apprezzato dai giovani di ogni periodo storico.

Solo in pochi si possono permettere affermazioni del tipo "impara a scrocchiare il collo, poi torna da me e potremo parlare"

L'abilità scrocchiatoria, oltre ad essere elemento altamente indicativo della virilità di una persona, riveste un utilità pratica anche al di fuori della sfera prettamente sociale. Specie per gli scuteristi o i motisti saper far scrocchiare il proprio collo o saperlo fare scrocchiare da altri può salvare da fastidiosi inconvenienti fisici.

Se si cade dalle due ruote a seguito di un brutto incidente e si resta vivi, il che non va affatto considerato scontato, se si batte la testa, scrocchiare il collo è essenziale, se resta "insaccato" sono dolori!

Quante cose si imparano su una carrozza ferroviaria...

--== OO ==--

"Ogni uomo è fabbro della sua fortuna" mi diceva sempre mio padre.

"Non di solo pane vive l'uomo" mi diceva sempre mia madre.

Ma se la materia prima è scadente hai poco da forgiare...il punto è che, almeno, se ci provi, poi magari riesci a non affliggerti con i sensi di colpa. E non è solo il pane, certo, ma fino a che non arricchiranno l'aria di proteine, lipidi, zuccheri, vitamine e altri nutrienti, respirare sarà solo una delle attività necessarie a sopravvivere, perché se per vivere ci vuole anche altro, la vita viene comunque dopo della sopravvivenza.

Inutile scorcio d'amarezza becera...

martedì, febbraio 19, 2008



- Video da: Full Metal Jacket
di Stanley Kubrick -

Auguri a me...

Inevitabile come l'allergia (per chi l'ha) a primavera, la melancolia (per chi la sente) il giorno del compleanno una volta superati i 18.

Come al solito parlo in generale, ma la cosa riguarda me (anche se sono consapevole che non riguarda solo me). Passa tempo, ne passa tanto, e mi sono accorto che, a fronte di cambiamenti che devo affermare e riaffermare essere forti, ci sono continuità (nello specifico spiacevoli) che si manifestano tranquillamente senza alcun bisogno di invito o pubblicità.

Una cosa divertente (a parte i link nella mail di gio, relativi al nuovo inno "Silvio c'è", sul quale, veramente, non mi sento di dire nulla) è stata l'accorgermi che il tempo passa mentre, in un'anteprima di "porta a porta", l'omonimo ronzante chiedeva conferma a Pier Ferdy dell'avvenuto divorzio con i forzisti/forzioti dopo 15 anni.

Ho pensato subito due cose: Berlusconi e soci mi ammorbano l'esistenza da ben 15 anni!? (e questo senza fare considerazioni più profonde); sono passati 15 anni, che sono tanti, davvero tanti, specie di questi tempi, ma ne ho vissuti quasi altrettanti, 15 anni fa ero un adolescente problematico (principalmente per me stesso), non al di la da venire.

Comunque...capirete che se mi abbandono a pensieri simili, accompagnati da quello che "la tesi non si scrive da sola e che il fatto di saperlo non la convincerà comunque a scriversi da sola", non parto proprio benissimo.

Diciamo però che voglio restare aperto al futuro e conservare un minimo di ottimismo, non tanto per la giornata di domani in sé (il compleanno non è uno dei miei rituali preferiti ormai da tempo e ho già provveduto a destrutturarlo il più possibile), ma in generale, e che lo voglio fare perchè sarebbe stupido non farlo, ma anche per il piacere di contraddire (affettuosamente) la mia cara Chia, che ama affermare che dentro di me ci sia un'ineliminabile cupezza di fondo.

Dunque, come direbbe il buon g. (o comunque l'interessante e decadente g.), W ME! (almeno per oggi, ma spero di più in altri giorni diversi dal 19/02/xxxx).

PS: il video d'apertura non è megalomania, è solo che cercavo qualcosa di compleannizio e non ho potuto resistere a questa citazione.

venerdì, febbraio 15, 2008

Parco Sempione



Elioooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Again!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! E c'è pure quel prezzemolino di Maccio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!E c'è pure un sottile messaggio sociale!!!!!!!!!!!!

giovedì, febbraio 14, 2008

I'm Your Man



Buon anno Amore...

giovedì, febbraio 07, 2008

Parolai



Ci sono persone abili a parlare pur non sapendo parlare.

Persone che sono in grado di dire tutto ed il contrario di tutto fingendo che non ci sia alcun problema di coerenza. Persone che usano il bispensiero di orwelliana memoria con estrema disinvoltura, persone che potremmo chiamare parolai.

Niente a che vedere con gli antichi sofisti, assai più rozzi di questi, non si basano sui punti ciechi, sulle incoerenze della logica per rendere le proprie affermazioni non falsificabili, ma che raggiungono lo stesso risultato stravolgendo la logica, piegandola al loro uso, salvo poi invocarla, come se fosse sempre stata rispettata, a garante di quanto dicono.

La cosa che più mi genera rabbia non è la semplice esistenza di queste persone, che schermano abilmente il loro vero pensiero, accennandolo soltanto di tanto in tanto come esca. Il fatto di sapere che esistono e di saperle riconoscere sarebbe di per sé antidoto.

No, la cosa che più mi infastidisce è che io sono la loro preda naturale!

Come vorrei che il Principio di Casualità mi avesse dato la calma e la serenità, come vorrei che la mia stupida fiamma interiore fosse dedicata, col suo calore, alla determinazione verso obiettivi importanti e non ad inutili infervorazioni.

Invece no, non riesco a mantenermi sereno e distaccato. In special modo, di fronte a tali manifestazioni di lancioilsassoenascondolamanismo perdo ogni controllo e sono inevitabilmente destinato a "perdere la tenzone".

Non riesco a concentrarmi sul fatto che se una persona non sa comunicare il problema è suo, che se decide di prendere un termine a cui tutti attribuiscono un significato ed usarlo con un altro significato che è noto solo a lui senza preoccuparsi di rendere nota la cosa in modo chiaro ed esplicito, è lui che fa cattiva comunicazione, anzi che non comunica, ma parla con se stesso.

Dovrei, perché da discussioni simili non si trae nulla, specie con persone che si dicono "di sinistra" e ragionano secondo il Silviopensiero, limitandosi a criptarlo appena un pò.

Il livore esagerato, chiaramente percepibile in quanto ho scritto, è di per se stesso dimostrazione di gran parte di ciò che ho scritto, la qual cosa mi atterrisce nuovamente. Gli unici vantaggi derivanti dalla realizzazione di questo post sono: la possibilità di sfogarmi; il fatto di aver scritto un metapensiero in cui, in un certo senso, la forma rimanda e conferma la sostanza; il fatto di aver realizzato che non sono l'unico né il più grande codardo su questa terra.

Maledetta doppio malto! Maledetta stanchezza!

Il mio desiderio di possedere "saggezza vera" è ora davvero doloroso.

giovedì, gennaio 24, 2008

Viva la costituzione (robusta? Nient'affatto...piuttosto gracile)



- Frankie hi nrg MC - Rap Lamento -

Secondo me, ora come ora, ci sta più del solito...rassegnazione[?(!)]. Anche chiudendo gli occhi, prima o poi li devi riaprire.

EDIT: Su segnalazione, aggiungo un altro video piuttosto calzante...



- Rino Gaetano: Nun te reggae più -

Flusso circolare al circolino



- Soundtrack: Amari - Le gite fuori porta -

Una musica amara...violini in sottofondo. Una lentezza languida di suoni vibranti.

La mente che va al di la della materia nel trovare i suoi significati. Contenitori vuoti e sottilissimi, senza spessore, per altro solo rappresentati, nient'affatto fisici, sono creature presso occhi che ancora brillano di svagata ebrezza.

Il mondo è sempre lo stesso. lo stesso mondo che ora di disgusta, lo stesso che trovi odioso e insopportabile, ora è pieno di promesse e bellezza, e potenza, e desiderio. Il tempo è la chiave, ma è solo superficie: tutto ciò che è esistito, esiste, esisterà, convive al di là del tempo tutto il possibile con il reale, tutto il pensabile e il pensato.

Ora flauti, sfuggenti ed rotondi, batuffoli di cotone bagnato, pennellate pastose, azzurre e bianche, su una tela fibrosa.

La stanchezza, la fatica possono essere buone o cattive, ma non ci sono regole univoche che legano la classificazione al dato empirico. Quella cattiva fa sentire il corpo spezzato, debole, abusato, improduttivo, inutile tanto quanto la mente che lo abita, che con esso è in simbiosi. Quella buona ti fa sentire che hai maturato nuove capacità, abilità, una nuova coscienza, che resisti, che avanzi, che prosperi. La realizzazione può giungere con sorpresa al volgere del giorno: Non prestare orecchio ai corni luttuosi e cupi della potenziale, possibile, probabile, prossima disfatta, tutto esiste al di là del tempo, contemporaneamente, non c'è prima né dopo, dunque, nessuna cosa che esista può privare di significato, d'esistenza ad un'altra. Ogni momento è chiuso in sé, in esso è compreso tutto l'universo che gli dà sostanza. L'eco che di quel momento risiede in un altro non è quel momento, nessun legame ha con quello, solo è un elemento di quest'altro e del suo universo.

Come gli infiniti singoli istanti tra l'arco ed il bersaglio per la freccia.

Al di sopra di ogni universo, il primo, in cui il serpente ruota circolare mordendo la propria coda; da cui ogni altro.

domenica, gennaio 20, 2008

Lentamente muoio (...?)

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.


Pablo Neruda

Grazie all'amico Teo che me l'ha segnalata.