martedì, aprile 29, 2008

Pozzo Magistralmente Dottorizzato

- Per la foto attendo che mi venga consegnata -


- ATTENZIONE: IL SEGUENTE POST E' INFARCITO DI MIELOSITA' E POTREBBE CAUSARE DIABETE. SIETE STATI AVVERTITI. -

Check-in e check-out...

Non ho ancora realizzato che è finita, che sono fuori, che è cominciata un'altra fase...

Quello che ho realizzato e che mi ha fatto un piacere immenso è stata la vicinanza delle persone a cui tengo, a cui voglio bene e che hanno dimostrato, ancora una volta di volermi bene.

Grandissimi tutti!!! Io di norma non amo troppo le celebrazioni che mi riguardano, mi mettono a disagio (qualcuno potrebbe sorprendersene, ma è proprio così). Devo quindi ringraziare tutti quelli che c'erano fisicamente e che c'erano anche non essendo proprio li.

Gli amici di sempre (che non è necessariamente un attributo cronologico) in ordine rigorosamente sparso: Il buon vecchio e solido Mike, L'estroso e "motivativo" MC (maestro di cerimonia) Tuc, L'affettuosissima Ire, il mio futuro premio nobel per i fotoni di fiducia (già, proprio per i fotoni) Teo, la mia convinta fun Ari, l'ottimo Fede e l'altrettanto ottimo Nein (che sono riusciti a venire nonostante agende fitte e bancari elusivi), Mazu e Otto (che non ci sono riusciti, ma si sono fatti comunque sentire), i miei compagni di infinite (finite) universitarie tribolazioni Angelo, Gio, Marco, Valeria, Gabri, Sere, Sara, Elisa, Raffo (ma Giulio!!! Ma g.!!!!!) e tutti gli altri amici che si sono messi in contatto più o meno telepatico in questi giorni.

La mamma ed il papà, "orgogliosamente composti", La mia SuperSorellona, a cui non dimostrerò mai abbastanza affetto, l'incrollabile zia Italia e le altre zie e zii, più o meno commossi, le mie cugine e cugini, sparsi per lo stivale, la nonna Pina che mi ha fatto mettere in fresco lo spumante e la nonna Lucia tempestiva e vigorosa nei teleauguri.

Ancora una volta, ultima, ma non certo ultima, più che altro dulcis in fundo (ma si scriverà così? :) ), La mia Chia che amo, adoro e venero (concedimelo :) ), che si è sobbarcata più di tutti le mie paranoie assurde, che mi ha tranquillizzato e riportato alla sanità mentale anche quando ero un cumulo di lagnanze più o meno informe, che mi ha sostenuto, che ha riscoperto l'esistenza delle 7 di mattina in un giorno in cui non si deve andare in uni e che, ancora una volta mi ha reso più felice del felice.

UN CALOROSO ABBRACCIO A TUTTI, VI VOGLIO DAVVERO BENE E CIO' CHE DI PIU' BELLO RESTERA' NELLA MIA MEMORIA DI QUESTO GIORNO LO DEVO A VOI, GRAZIE.

PS: ribadisco per i distratti, la mia camicia non era verde lega, QUARZO! Era verde pistacchio di Bronte (che sta in Sicilia, quindi non può essere leghista e chi eccepisce lo strozzo).

lunedì, aprile 28, 2008

Pozzo Magistrale

Domani salvo ecatombi mi dottorizzo magistralmente...e poi via verso un altro tumultuoso, si spera non troppo, ciclo.

Grazie a tutti (specialmente ad alcuni).

martedì, aprile 22, 2008

Latrine ottimiste


I cessi...i cessi pubblici intendo.

Sulle pareti dei cessi pubblici trovi di tutto, specie in quelli degli autogrill, ma non solo. Frasi ed istoriazioni rappresentate con pennarelloni indelebili o bianchetto, incise con oggetti acuminati sulla porta o sull'intonaco scrostato.

Di norma si tratta di esemplificazioni anatomiche per ciechi (membri e vagine hanno spesso dimensioni ragguardevoli, non mi stupirebbe scoprire iscrizioni in breil) o profferte di amanti del sesso, etero o omo, in ogni sua forma, consapevoli o meno (ad opera di amici premurosi che cercano di compensare la timidezza della persona citata). Altre volte si trovano motti di spirito e cordiali considerazioni sulle inclinazioni delle genitrici di avversari politici, tifosi di squadre avversarie, ecc.

Oggi, entrando in un vano-latrina qui in università, ho trovato una frase che mi ha fatto sorridere:

"Dai che stavolta la passi (la materia)"

Niente di che, solo un messaggio "banalmente" positivo.

martedì, aprile 15, 2008

Non ho mai avuto una forte vocazione esterofila...



- Attenzione!!! -
Quello che segue è uno sproloquio espressione disordinata di alcune delle emozioni e delle riflessioni che la terribile giornata di ieri ha stimolato in me. E' lungo e probabilmente noioso, è più che altro un flusso di coscienza, lo leggete a vostro rischio e pericolo.


In un mondo ideale, dopo una vittoria della parte avversa alle elezioni, si resta delusi e si pensa subito a costruire per la tornata successiva, magari si fanno pure i complimenti ai vincitori e ci si dispone all'opposizione ed all'attesa.

In questo mondo, invece, quello che succede e che si ha paura, almeno, io ho paura. Non si tratta infatti di contrapposizione tra posizioni che condividono almeno ideali di fondo e divergono sulle scelte di governo, non c'è alcun rispetto reciproco, nemmeno tolleranza, c'è odio e contrapposizione frontale.

Questa volta non è come le altre, la maggioranza eletta non annovera un Casini, che nonostante tutto è stato in precedenza un moderatore, anche quando altri, per coltivare un interesse a lungo termine, hanno taciuto. La lega, ora, non è una piccola componente, ma una forza decisiva, tanto forte da non poter essere vincolata e fa paura perché è xenofoba, violenta e greve, perché fa leva sui istinti bassi e animaleschi che, a questo punto, paiono essere molto più diffusi di quanto sarebbe auspicabile.

Non mi fanno paura solo o tanto le azioni che potrà intraprendere il nuovo governo (anche se le immagino devastanti), tremo di fronte ai mutamenti nella società civile e nella cultura che questi risultati metteranno in moto. Prima toccherà agli immigrati extraitaliani, ai Rom, per i quali ci sarà un intensificarsi dell'intolleranza, della violenza, verbale e forse non solo, ed insieme a loro, probabilmente, ai più coraggiosi tra "noi" che non riusciranno a tacere, perché non l'hanno mai fatto o perché non riusciranno a sopportare gli eccessi. Ma poi toccherà anche ai più pavidi, tranne forse ai voltagabbana più convinti, ma per questi, infondo, questa situazione non sarà un grosso problema.

Io ho origini meridionali, sono nato in provincia di Bergamo e vivo qui da allora. I miei genitori sono persone oneste che hanno sempre lavorato e pagato le tasse fino all'ultimo centesimo (a già, questo non è certo merito...), ma questo non ha avuto mai la minima rilevanza per gli arrabbiati padani. Ricordo un'estate in cui tornavo dalla Sicilia in macchina con i miei, erano i primi tempi della lega e lo spirito rivoluzionario incendiava i militanti. Ci fermammo ad un distributore all'altezza di Verona ed il benzinaio, colto l'accento (benché certo non marcato) non padano di mio padre, ci accolse con insulti variegati e frasi tipo "restatevene a casa vostra terroni di merda". Io ci stavo andando a casa mia.

Mi sembrano cani, cani da combattimento che vengono lasciati digiuni per incattivirli, per farli sbavare di rabbia, per farli diventare aggressivi. Ma non è la fame, è la paura della fame che li aizza, anzi, più che la fame la paura di perdere ciò che HANNO, e ciò che HANNO è tutto ciò che hanno.

La retorica dello scegliere il "meno peggio" era fin troppo logora e non considerava un punto fondamentale: il peggio (o il meno peggio) non erano solo di quelli che dovevano essere scelti, erano anche di quelli che sceglievano. La nostra classe politica, la nostra "casta", ci rappresenta benissimo, rappresenta alla perfezione la nostra cultura, i nostri umori, i nostri valori: per noi l'evasione fiscale è un peccato veniale e solo se ti scoprono, il clientelarismo, il campanilismo, il familismo amorale, sono norme comuni e apprezzate.

Ieri sentivo un giornalista di Repubblica che veniva intervistato a TG24, diceva, tra le altre cose, che il voto degli italiani, o della gran parte di essi è motivato dalla paura del cambiamento. L'Italia è un Paese vecchio, proseguiva, non competitivo, in ritardo, incapace di stare al passo con i resto d'Europa, deve cambiare. Ma non c'è cambiamento, non c'è risanamento senza fatica, senza che si paghi un prezzo ed è di pagare questo prezzo, di fare questa fatica, di cambiare che l'elettorato ha paura e vota chi gli promette che sarà tutto facile, indolore.

Non si possono fare tanti ragionamenti da chi è in preda alla paura ed all'angoscia, specie con i continui e generici proclami di "famiglie che non arrivano alla fine del mese". Non ci si può sorprendere se succede quello che succede oggi anche se tra il 2001 ed il 2006 non si stava certo meglio di come si stesse prima e "la gente lo sa". La gente forse lo sa anche, ma non lo ricorda, non lo vuole ricordare, o comunque non è guidata certo dal raziocinio, ma dalla pancia. In una situazione del genere era impossibile sperare che la grande maggioranza dei cittadini potesse apprezzare l'operato del governo Prodi in questi due anni: c'era poco da apprezzare nell'immediato, i risultati positivi sarebbero venuti, forse, con il tempo e, soprattutto, se fosse durato cinque anni.

D'altronde è pieno di gente che "se gli indichi la luna guarda il dito", il futuro ed il passato si contraggono in un presente espanso, non c'è prospettiva, c'è solo il "qui ed ora". E se questo è vero non c'è che l'estinzione, il suo equivalente in termini nazionali.

A me, d'altro canto, l'idea di emigrare non va proprio...

lunedì, aprile 14, 2008

sabato, aprile 12, 2008

Stillicidio stanco


Ho resistito, non ho scritto nulla fino ad ora, ho preferito parlarne a voce (e ha farne le spese è stata principalmente la mia povera Chia) perché sono stato e sono tuttora piuttosto confuso, non tanto su dove mettere la cavolo di crocetta, quello bene o male (male essenzialmente) l'ho sempre saputo, ma sulle considerazioni a contorno.

In realtà non ho molta voglia di farne nemmeno adesso di considerazioni, sono solo un pò spaventato e di cattivo umore. Sono d'accordo con chi dice che è stupido fare una campagna contro qualcuno, nello specifico lo "psiconano" (o qualsiasi altro epiteto che tenga conto della bassa statura e dell'inquietante condizione psichica), ma è vero anche che, ultimamente, mi è sembrato non solo lo stesso stronzo di sempre, ma pure affetto da demenza senile. Non scherzo, non è un modo nuovo per burlarmene (non credo ci sia bisogno di altri modi per farlo), mi sembra davvero che abbia qualche serio e nuovo problema psicologico e questo mi fa una dannata paura.

Tutto il resto è più o meno noia. So che deluderò tutti quelli che si aspettavano da me, sul mio blog post più significativi e meno autoreferenziali, soprattutto più politici, ma visto lo stato fin troppo fluido dei miei pensieri a riguardo, preferisco parlarne che scriverne.

mercoledì, aprile 09, 2008

Eritema nodoso idiopatico



- Video: Daft Hands - Harder, Better, Faster, Stronger (aka quello che non posso fare con le mani) -

A tutti gli habitué e non del pozzo, volevo dare una motivazione al mio prolungato silenzio.

Mi sono beccato una cosa tipo fuoco di st. Antonio che, tra le altre fastidiose features, annovera anche gonfiore e dolori similreumatici alle mani, caratteristiche, queste, acuite dal calore. Io scrivo di solito sul mio portatile che scalda paura proprio nella parte dove appoggio i palmi delle mani (appena sotto la tastiera), il che rende la cosa impraticabile per più di qualche minuto.

Questo simpatico evento, non solo mi da una scusa per non aggiornare il pozzo, ma mi da una scusa anche per non finire ste cavolo di conclusioni della tesi (e pork!).

Sperando di tornare presto con altre idiozie (e tenendo nascosti tutti gli altri motivi meno giustificanti per i quali non scrivo), saluto tutti e ringrazio per la fedeltà.

PROSSIMAMENTE: una teoria relativa al legame tra numero sigarette fumate pro capite e numero di fumatori all'interno di un gruppo