Visualizzazione post con etichetta Suggestioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Suggestioni. Mostra tutti i post

martedì, maggio 03, 2011

Una ragazza spigliata...




FRAMMENTO A003 - PSICOSONDA ALPHA - SOGGETTO I-PA-96

<<<<>>>>

Tabacco Kalassiano. Costa un occhio ed ha impiegato mesi ad arrivare, ma ne vale la pena, non puoi trovare di meglio per una bella fumata riflessiva.

Quello che potevi trovare era un momento migliore. Talia entra nel locale proprio mentre stai accendendo, Lucash la saluta rispettosamente e lei lo ignora. Prende le scale per il ballatoio e con quattro falcate è li, davanti alla tua scrivania e ti fissa.

- Mi chiedo per quale fottuto motivo devi essere sempre così… approssimativa.

- Ciao Tali, accomodati, gradisci qualcosa da bere?

- Non dico che non devi portare avanti i tuoi affari… ma per l’Imperatore e la Matriarca sua Sposa! Cerca almeno di tenere un basso profilo!

- Tengo sempre un basso profilo.

- Non mi sembra che organizzare un rave nell’impianto dismesso della stanza 116 e vendere psicotropi ricreativi extramondo possa essere considerato “tenere un basso profilo”.

- Questione di punti di vista. Ho solo fidelizzato la clientela.

- La clientela dovresti anche selezionarla. Comunque sono venuta a dirti che sei urgentemente richiesta presso l’Ufficio di Presidenza… e questa è una convocazione ufficiale. Spero che tu riesca a cavartela anche stavolta. Ringrazia la Madre…

- …Perdona la figlia.

[…]

L’edificio che ospita gli Uffici Commerciali del Settore Aspis si trova nella Stanza 416, Testa dell’Aspide. È alto al punto che connette pavimento e soffitto e ampio tanto che i suoi quartieri abbracciano l’intero volume della stanza.

Dall’identificazione ai cancelli perimetrali all’arrivo presso la segreteria dell’Ufficio di Presidenza passa solamente un’ora e mezzo. L’urgenza della convocazione comincia ad essere preoccupantemente manifesta.

Stai pensando intensamente alla sigaretta già arrotolata nella tasca superiore interna della giacca. Tabacco aromatico di Piscina IX, una delizia, ti scivola in gola carezzevole, ti sale al cervello tranquillizzante. Niente di meglio.

L’altissimo portale a doppia anta di nero lego-cristallo si apre scorrendo su guide ben lubrificate e la figura esile della Prodomina Valliris appare, incorniciata nel rettangolo luminoso dell’uscio. Davvero una bella donna, non c’è che dire. Certo, ti devono piacere gli impianti a vista, ma l’ocularis machina, il cogitator gratia, la manus scribendi e gli altri incrementi cibernetici erano stati rifiniti, nella loro estetica, da Selleria de Az, sicuramente la più abile bioscultrice in tutti i territori della Casa Esher, probabilmente in tutta Necromunda, sistema solare compreso.

- Mia cara, ben arrivata. Inutile dirti che avrei preferito vederti in circostanze diverse.

- Mia Signora.

Ti inchini rispettosamente. Nella scala gerarchica del settore, la Prodomina è formalmente la seconda, di fatto c’è chi dice che la sua influenza sulla Domina Mater Galena Zigler, Amministratrice Delegata delle Industrie Aspis e Prefetto dell’omonimo settore, sia divenuta tale che, di fatto, ne occupi il vertice.

- La Domina Mater ti riceverà a breve. Ti consiglio, figlia mia, di tenere un basso profilo, di essere rispettosa e remissiva, soprattutto concentrata e attenta, in modo che tu possa imparare il più possibile dai tuoi errori, senza patire eccessivamente.

- Umm è la seconda volta che mi danno questo consiglio oggi…

- Cosa?

- Nulla mia Signora, nulla, perdonatemi mi capita spesso di ragionare ad alta voce.

- Comprendo. Parimenti…

Un assistente in livrea si avvicina, si inchina e mormora qualcosa all’orecchio della Prodomina, sporgendo appena il busto in avanti. Un maschio Esher. Vista la mansione che gli era stata assegnata, era stato scelto per il bell’aspetto e probabilmente le sue facoltà mentali, a differenza di quelle della maggior parte dei rappresentanti del suo sesso entro la Casa, si elevavano al di sopra di quelle di un’ameba e forse anche di un gigaratto. Sicuramente, però, non si distingueva dagli altri per costituzione, resistenza fisica e longevità.

- Figlia, la Mater Domina è pronta per riceverti, entra pure.

Un gesto rapido con la mano ed una sezione della parete scivola di lato con un soffio appena percettibile, oltre l’ufficio della Domina.

Muovi un passo all’interno e la luce ti abbacina. Proviene da tutte le direzioni è diffusa e bianchissima. Gli occhi si abituano e ti rendi conto che la luce è prodotta da ampi pannelli sulle pareti e sul soffitto altissimo. La stanza ha forma ellittica ed è molto ampia, l’asse maggiore misurerà approssimativamente trenta metri, quella minore, approssimativamente sette.

L’ingresso è su un lato lungo. Lo spazio in prossimità dei fuochi è occupato da due salottini con poltrone, divani, chaise longue, separé e mobilia ornamentale varia. Sulle aree delle pareti non occupate dai pannelli luminosi, campeggiano quadri, arazzi ed ologrammi; lungo il perimetro della stanza, ad intervalli regolari, sono posizionate statue marmoree, busti su alti piedistalli ed ologrammi più grandi. I soggetti delle rappresentazioni sono comuni: membri illustri della Casa Esher, personificazioni delle virtù, scene di battaglia, di vittoria, di commercio. Il colore principale è il bianco, arricchito da fregi dorati ed argentati, con l’unica eccezione del drappo appeso dietro la scrivania, recante il blasone della Casa, giallo e viola, e, più piccolo, quello della Linea Matriarcale Zigler, con l’aspide trafitto da uno stiletto, in verde e rosso.

Sul lato opposto c’è un ampia scrivania, ai fianchi, due imponenti statue marmoree rappresentanti guerriere Escher dall’alta cresta, nude, armate l’una di un pesante eviscerator, l’altra di pistola laser e spada ad energia.Tale è la qualità della scultura, che i singoli muscoli sembrano congelati in un movimento eterno: le due gigantesse di pietra paiono pronte a caricare con furia indicibile, catturata dalle espressioni dei loro volti imperituri, chiunque entri nella stanza. Inutile dire quanto la cosa non ti metta a tuo agio.

Alla scrivania, intenta in misteriose attività supportate da un Cogitator Major di cui è visibile solo l’interfaccia ed il cui corpo enorme è probabilmente nascosto sotto il pavimento, La Domina Mater Zigler. Lei e la Valliris sono come il giorno e la notte: dove quest’ultima è esile nel corpo e pacata nei modi, la prima, nonostante l’età probabilmente non più giovanile, ha un fisico da amazzone, alto e muscoloso, per quanto, comunque, femminile, ed un temperamento irascibile ed irrequieto, tanto evidente da poter essere percepito anche nei suoi momenti di apparente calma.

- Figlia mia…

- Mia Domina, i miei omaggi.

Non ti invita ad accomodarti, ti lascia in piedi ad un metro circa da lei, proprio sulla traiettoria dell’eviscerator della marmorea guardiana.

- Avete forse già un idea del motivo che vi ha condotto alla mia presenza. Con disappunto, ho ricevuto l’ennesimo rapporto che vi vede protagonista di attività contrarie agli interessi della Casa…

- Mia Signora, con tutto il rispetto, ma ritenevo che il commercio fosse il principale interesse della Casa…

Il velo di apparente calma viene lacerato dall’improvviso tifone della sua rabbia. Si alza in piedi. Il suo pugno si abbatte come un maglio sulla scrivania che scricchiola in modo preoccupante. I suoi occhi verdi e scuri sono una promessa di annichilimento e si piantano rapaci nei tuoi. Sulla fronte una vena pulsa pericolosamente e sembra volere esplodere.

- TACI! Presuntuosa, stupida, impertinente!! Osi pure ribattere!? Il commercio è l’attività attorno alla quale la Casa è nata, certo, ma le fondamenta sulle quali la casa si erge sono i suoi valori!! Per il Sempiterno Imperatore e la Sua Furente Sposa! Hai commerciato con la feccia! Hai commerciato con il Cartello Rodin, cani rognosi al guinzaglio dei GOLIATH!!! I GOLIATH! Un nome talmente disgustoso che il solo pronunciarlo mi nausea e mi riempie la bocca di bile. Sordidi scimmioni, bestie decerebrate che apertamente disprezzano ed umiliano il principio femminile, che trattano le loro donne come e peggio di schiave, prive di ogni dignità, di ogni diritto, che le violentano, le brutalizzano, spesso fino ad ucciderle! Possano le fauci del Divoratore chiudersi su tutti loro! Possano i suoi visceri digerirli in eterno, straziandone e consumandone le carni con acidi voraci!!!

L’ira la fa tremare ed ansimare. Sai che, per tua fortuna, quell’ira è evocata dal solo nome del nemico più odiato e che quindi non è tutta destinata a te. D’altro canto, sei tu il motivo per cui quel nome è stato pronunciato ed è inevitabile che questo porti conseguenze.

Si gira voltandoti le spalle, le braccia dietro la schiena, una mano che tiene il polso dell’altra. Rimane in silenzio per svariati minuti. Tu fai lo stesso, non ti viene in mente nulla di più intelligente da fare.

Senza girarsi, ricomincia a parlare.

- Sei bandita. Dovrai lasciare Hive City, raggiungere l’Underhive e non fare ritorno senza il mio assenso, qualora decidessi di concederlo. Li agirai per gli interessi della Casa. Fino a nuovo ordine non potrai risiedere presso i possedimenti Esher e ti recherai presso la Responsabile del più vicino acquartieramento solo per fare rapporto ed, in ogni caso, una volta ogni mese per ricevere eventuali consegne. Hai trovato di tuo interesse mischiarti alla feccia, dunque ora sarà questo il tuo incarico: sarai un informatrice. Quello che non può essere tollerato qui, può essere ignorato in quegli abissi. Agisci pure come credi, fa prosperare i tuoi commerci se ne sei in grado, ma non osare mai operare a danno della Casa. Questo non verrà tollerato! E non ci sarebbe oscuro recesso ove potresti nasconderti dalla mia furia, non c’è alcun posto dove le Adepte della Furia non arrivino. Ho dato disposizione perché la Magistra Talia delle Lingue Taglienti provveda a trovare una vicaria che gestisca le tue attività perdurante l’esilio. Oh parlato. Sei congedata. Devi lasciare il settore entro domani.

Capisci che non dirà altro. Capisci anche che è meglio che tu non dica altro. Ti inchini, saluti come da protocollo e, facendo tre pasi indietro prima di voltarti, lasci la stanza.

- Figlia mia. Non ho potuto mitigare oltre la Sua Ira. Considera quella che ti si pone come un’opportunità so che sei grandemente abile, abbi cura di te, ambientati, estendi una rete di contatti, ascolta, annota, ricorda e riferisci, non solo ciò che è evidentemente di interesse per la Casa, ma anche quanto colpisce la tua attenzione e che attrae il tuo intuito. Ora va, che la benedizione dell’Imperatore Signore dell’Umanità e della Sua misericordiosa Consorte possa avvolgerti come un manto.

La Prodomina si sporge e ti bacia la fronte. La ringrazi con un cenno del capo. La saluti e ti dirigi verso l’uscita, senza aspettare di essere fuori per dar fuoco al tabacco.

<<<<>>>>

FRAMMENTO A003 - PSICOSONDA ALPHA - SOGGETTO I-PA-96

> ANOMALIE REGISTRATE: Nessuna - TIPO: NP - TRACCIA: NP - RIFERIMENTO: NP

> LIVELLO AUTORIZZAZIONE: ALPHA SECUNDUS

> REFERENTE INQUISITORIO: ***********CENSURATO***********

Vocazione


FRAMMENTO A001 - PSICOSONDA ALPHA - SOGGETTO I-PA-99

<<<<>>>>

La marcia silenziosa dei confratelli si arresta nel grande salone del Capitolo. Ognuno raggiunge il posto assegnato come da istruzioni. Il Maestro dei novizi, Fratello Palagus ti ha voluto in prima fila, al centro dello schieramento. Ricordi distintamente quanto ti è stato detto la sera prima:

Sua Eminenza, l’Arcievangelizzatore Kaspar Ruhm deve essere persuaso che i giovani che il nostro convento propone come missionari sono più che degni di assolvere al loro importante compito, con la grazia ed il sostegno della Divina Volontà del Santissimo Imperatore.

Queste sacre mura hanno una storia antica ed onorata che abati scellerati ed usurpatori del Santo Mandato hanno quasi del tutto disperso. Ma la Provvidenza Divina ci ha mandato un uomo la cui tempra saprà ristabilire il buon nome dell’Abazia di San Demetrius.

Il Reverendo Abate Cornelius si è raccomandato grandemente con me perché inculcassi ai novizi la ferrea disciplina ed il severo rigore che fecero del nostro Ordine uno tra i più riveriti Ordini Missionari di tutta l’Umanità. Così ho fatto, ho portato il vostro Spirito Immortale al calor bianco, l’ho percosso con il maglio della fede fino a dargli forma compiuta, infine, l’ho temprato nella gelida purezza della Volontà.

Di tutti gli uomini che sono rinati nella luce dell’Imperatore Dio nostro, tu sei il più promettente figlio mio, la tua perfezione nella vocazione è per me motivo di peccaminoso orgoglio ed innumerevoli sono le volte in cui, per questo motivo, ho dovuto mortificare la carne. Il Reverendo Abate concorda con la mia valutazione. Per questo motivo, guiderai i tuoi fratelli durante la cerimonia di domani e ti porrai alla loro testa durante la benedizione.

Sua Eminenza Ruhm potrà verificare l’incrollabile dedizione dei nuovi servitori della Sacra Parola che questo Venerando Tempio offre al Santissimo Imperatore.

Il portale laterale dietro il palco si apre. L’imponente figura dell’Abate sorregge quella più esile e curva del vecchio Arcievangelizzatore, dietro di loro quattro membri della Confraternita dei Martiri Benedetti, coperti da una tonaca bianca con un teschio in fiamme sormontato dall’Imperator Signum radiante luce cucito sul petto.

L’Arcievangelizzatore è anziano e gracile. Mentre la voce tonante dell’Abate rimbomba nella grande stanza, rimane appollaiato al pastorale, gli occhi ridotti a due fessure.

L’Abate termina, preannunciando l’intervento dell’alto prelato. Ruhm si riscuote e sembra pervaso da un’energia sotterranea. Reggendosi al bastone copre la distanza che lo separa dal pulpito. La sua voce non è potente come quella del suo predecessore, almeno, non lo è in termini fisici: nonostante egli non urli, le sue parole arrivano distinte e chiare.

Con forte emozione, ti senti pervadere da un calore interiore che mai hai provato. Quella voce è la voce di un uomo che ha camminato, saldo nella fede, per anni, forse per secoli. La sua saggezza ha lo stesso spessore che puoi percepire durante la lettura degli Antichi Testi, ma il suo argomentare è vivo e palpitante. È certamente l’Imperatore, Patrono dell’Umanità, che si manifesta presso le sue labbra.

L’alto prelato percorre l’intera sala, le file di novizi allineati, con occhi resi ciechi dagli anni, ma in grado di scrutare le anime, illuminati dalla Fede. I suoi occhi si fermano su di te e ti senti schiacciato da quell’uomo curvo che ora, al tuo sguardo, sembra giganteggiare circonfuso di luce accecante. Senti che egli, e l’Imperatore attraverso di lui, ti chiama al tuo Sacro Compito.

La voce nella tua mente squassa ogni coscienza. Cadi in ginocchio soverchiato dall’estasi, mormorando lodi all’Altissimo.

Quando riprendi consapevolezza di ciò che ti circonda ti trovi negli appartamenti privati dell’Abate. Sei in piedi, davanti al seggio nella sala delle udienze. Rhum vi è assiso, alla sua destra Cornelius, alla sinistra Palagus, dietro di loro i quattro membri della confraternita.

Subito ti lasci cadere nuovamente in ginocchio.

- Figlio mio, la tua trance è segno. L’Imperatore stesso ti chiama. Sulle tue spalle grava la salvezza di milioni di anime. Il tuo compito, la tua Missione non ti porterà, come invece i tuoi confratelli, presso i limiti temporali del Suo Regno, che nello spirito non ha confine.

Il corpo dell’uomo è limitato ed imperfetto, una prigione per la sua anima, ma anche un tempio dove l’anima si prepara all’ascensione, e solo quando è pronta può lasciarlo. Per questo l’Imperatore Dio nostro, nella Sua Imponderabile Saggezza ce ne ha fatto dono. Il corpo dell’Imperium è malato figlio mio, esso è infestato da ulcere cancerose che ne minano la forza, ne indeboliscono la tempra che lo espongono alla mercé del Nemico nelle sue molteplici manifestazioni.

La Santa Inquisizione è la lama rovente che cauterizza dopo aver mozzato l’arto in cancrena. Gli zelanti guardiani dell’Ordo Ereticus vegliano sull’Imperium ogni istante, ma essi sono strumento della Sua Ira, della Sua Giusta Furia. Noi siamo strumento della Sua Sapienza, della Sua Benevola Compassione e della Sua Luce che è guida per le anime.

Per questo motivo tu, figlio diletto, non lascerai questo pianeta, tu scenderai nei suoi recessi e porterai la luce a coloro che, pur trovandosi nel Suo Grembo, l’hanno smarrita. Vivrai con loro, parlerai con loro, li conoscerai e ne farai fedeli ferventi non già con la forza dei tuoi muscoli, ma con la fulgida ragione e con le opere che, ispirate dal tuo Santissimo Patrono, sapranno riportare i puri, che vivono per ignoranza nel peccato, alla cospetto del Suo Sguardo.

Alzati ora figlio mio diletto, accetta la mia benevolenza e la mia benedizione, in Nomine Domini Nostri Imperator Umanitatis…

<<<<>>>>

FRAMMENTO A001 - PSICOSONDA ALPHA - SOGGETTO I-PA-99

> ANOMALIE REGISTRATE: Nessuna - TIPO: NP - TRACCIA: NP - RIFERIMENTO: NP

> LIVELLO AUTORIZZAZIONE: ALPHA SECUNDUS

> REFERENTE INQUISITORIO: ***********CENSURATO***********

sabato, gennaio 03, 2009

Sweet about Saturn...



- Gabriella Cilmi - Sweet about me -

Tornato da Torino, città per molti malinconica, dove per altro ho visitato una mostra di arte contemporanea il cui tema era Saturno, pianeta della malinconia e della creatività, torno timidamente a postare.

Sbattendomene bellamente dello stato d'animo malinconico che l'esperienza voleva trasmettere, almeno per un pò, riprendo la recente tematica delle canzonette allegre e non impegnative che mi capita di sentire in radio ed apprezzare per quello che sono.

Stavolta tocca alla signorina Gabriella Cilmi, australiana con radici italiche/terrone/calabresi come il sottoscritto, che con la sua "Sweet about me" ha imperversato per tutta l'estate su spiagge e altri luoghi di villeggiatura.

Una canzoncina leggera leggera e allegra...ottima cosa.

domenica, dicembre 28, 2008

Great Be That's Shut

- The Ting Tings - Great Dj -

- The Ting Tings - Be The One -

- The Ting Tings - That's Not My Name -

- The Ting Tings - Shut Up & Let Me Go! -

So che è molto poco e che oramai il blog è tendenzialmente (ho l'avverbite...da sempre) morto, ma ho scoperto i The Ting Tings e mi piacciono parecchio.

Senza sapere che fossero canzoni dello stesso gruppo, sentendole alla radio, ho apprezzato molti loro pezzi.

Ora, grazie alla rete, tutto si fa chiaro e viene ricondotto alla fonte.

martedì, agosto 19, 2008

Inizio Di-vino



- Toop toop - Cassius (ST de "Il Divo") -

Rientro al lavoro stellare!!!

Non c'è nessuno, sono tutti in vacanza, dove dovevamo per altro essere io e la mia amica Elisa. C'è tantissimo da fare, ma non si può fare quasi nulla e comunque non c'è quasi nulla che noi si possa fare. Tutto il giorno a fare (inutilmente) i segretari.

Niente di eccessivamente molesto se io fossi una persona che dorme in "modo opportuno". Non è così.

Beh, almeno ieri ho assaggiato dell'ottimo ragù d'asino (con pasta fatta in casa) ad una sagra qui in provincia di Bergamo (festa di San Rocco) in compagnia della mia Chia, di un ninja (seeeee sticazzi!) noto ai più come Stefano e di Veronica (che probabilmente gli tira dietro stellette ninja ogni due per tre...e fa bene!!!). Tutto ottimo, anche il panorama, ma io e l'alcool dobbiamo rivedere le reciproche posizioni.

A conclusione di post-serata, ho finalmente trovato il video della canzone d'apertura del film "Il Divo" del grande Sorrentino, con il grande Servillo. La adoro e ve la metto qui, in modo che voi possiate apprezzarla. Se siete tra quelli che non hanno ancora avuto il piacere di vedere il film, come quella testa di Mpanatigghia (o come ca...minchia si scrive) di (IN)Fausto, guardatelo, uno perchè è un gran bel film sotto praticamente tutti i punti di vista (ma se volete possiamo discuterne...hehe), due perchè la canzone si gusta meglio con le immagini.

Ulteriore regalo:
- una scena che mi è particolarmente piaciuta
- il trailer del film

sabato, agosto 16, 2008

Railpissing after all



- Human after all - Daft Punk -

I nonni spesso raccontano ai nipoti aneddoti che recano seco grande saggezza.

Quando sarò nonno, se sarò nonno, racconterò a mio/a nipote un aneddoto la cui morale sarà: "non mingere MAI davanti al cancello del deposito materiali di una costruenda linea di trasporto leggero su ferro!!!!.

Prendete tre simpatici ragazzi ebbri, convinti che il mondo sia sufficientemente indulgente solo per il fatto che sono "bravi ragazzi" e che smaltiscono la loro ebrezza a piedi e non su quattro ruote.

mettiamo che uno dica:
- Andiamo di qua!
E gli altri,
- Di qua non c'è un cazzo, che ci andiamo a fare?
Il tutto dopo averli riempiti di negroni e altra alcolistica varia e shakerati per bene.
- Cazzate - fa il primo - scommettiamo che di quà c'è un locale?
Gli altri lo seguono, trasportati essenzialmente dall'euforia scemante a causa della distanza dal prossimo drink.

Qualcuno fa apprezzamenti innocenti, nel senso stretto del termine, alcun ché di volgare, ma questo è il mondo e forse l'innocenza non esiste, quindi, sulla strada del prossimo drink, i nostri si pigliano un "vaffanculo" e, sempre qualcuno, risponde cercando il limite del suo buon gusto, del suo senso di rispetto e della sua educazione. Ma sono solo scaramucce e il meglio ha ancora da venire.

Il locale in effetti c'è, ma è chiuso.

Se uno cammina a lungo, avendo bevuto parecchio e, per caso, la strada che porta al locale chiuso è attraversata dalla linea ferrata della futura metropolitana leggera, per altro non recintata, è un attimo che sembri opportuno mingere sul sedime, appena un pò lontano dalla strada.

Occhio perché qui arrivano i cazzi, intesi non solo e non tanto come l'apparecchiatura necessaria per mingere, ma anche e soprattutto, metaforicamente, come il guardiano del deposito sito al bordo della linea.

- Fermi!
Chi di dovere, a questo punto, a già ritratto l'attrezzatura e, con gli altri si sta allontanando.
- Fermi!
Al grido i tre si arrestano.
- Che c'è?
Chiedono girati verso il guardiano apparso alle loro spalle, tra pesanti apparecchiature per la posa dei binari.
- Fermi!
- Qual'è il problema?
- Fermi!
Persuasi dell'impossibilità di ottenere qualsivoglia informazione utile sui motivi dell'altolà i tre si girano e se ne vanno. Qui commettono un'errore grave: inebriati ancora dall'importante presenza gastrica di alcuni negroni, pensano che correre lungo il binario per distanziare lo scocciante e pedante guardiano, privo, per altro, di un qualsiasi motivo di scocciarli e pedantizzarli, sia una buona idea.

Il guardiano sparisce dietro di loro, nonostante la lentezza di quello dei tre con le "ossa più grosse", solo per riapparire pochi minuti più tardi insieme ad un vigilantes privato.
- Fermi!
Di nuovo.
Ci si ferma, si spiega che si stava solo "urinando" al vigilantes, al collega che sopraggiunge poco dopo e alle due, dico due, volanti della polizia che chiudono l'ingente mobilitazione di forze "anti-pipì". Tutti capiscono, tutti escludono che i tre possano aver fatto qualcosa di male (nessuno di loro è stato visto fuggire con chili di filo di rame in spalla), ma il guardiano sostiene che i tre siano entrati nel deposito.

La polizia parte per un sopralluogo e risulta che il cancello era chiuso da un semplice filo di ferro e che quindi i tre possono essere facilmente penetrati nella proprietà senza bisogno di scassinare alcun chè (nessun segno di effrazione). Quando si fa notare al poliziotto che il fil di ferro potrebbe averlo aperto il custode uscendo per inseguire i presunti ladri di rame, il suddetto non si sbilancia e il trio viene portato in questura per accertamenti.

Le macchine della polizia non sono comode. Almeno, per chi sta seduto dietro non lo sono affatto.

Accertamenti significa aspettare circa mezz'ora aspettando che venga dato ai nostri da firmare un foglio con le generalità e gli estremi dell'avvocato d'ufficio, in caso di querela dal respnsabile del guardiano, improbabile al 99%.

Ho fatto un sacco di considerazioni una volta uscito dalla questura, dalle più concrete (dirlo ai miei) alle più astratte (controllo sociale). Non riesco a renderne conto qui e ora. Perdonatemi se vi do la buona notte e scusatemi se sono stato noioso.

venerdì, luglio 04, 2008

La Fura dels Trabajo

Trecentounesimo post.
Una fase della mia vita ultra concitata. Avrei migliaia di cose da scrivere, ma, forse per la prima volta, mi manca davvero il tempo. Sono un superpendolare ora, esco di casa alle 7.00 e ci torno alle 20.00, con eventi extra (tipo conferenze e presentazioni serali) sparsi per la settimana.
Per ora non sono morto. Per ora le ansie non mi hanno soffocato. Per ora mi piace anche, è euforizzante.
Non c'è nemmeno solo il lavoro.
L'altro ieri, con la mia Chia (su sua proposta), uno spettacolo teatrale che definirei piuttosto originale. Niente palco, niente platea, gli attori in mezzo al pubblico, scene e simbolismi piuttosto forti. Violenza simulata ma estremamente realistica. Panico più o meno motivato tra il pubblico, poi acqua a secchiate, sesamo e saliva sputati ovunque, un pappone disgustoso usato per ingozzare ed umiliare, fumo aromatizzato alla liquirizia e tinture corporee dorate. Corpi viscidi, corpi tesi, corpi simbolici, strumenti espressivi al servizio dello spettacolo, del significato. Musica assordante e strutture sceniche mobili, inquietanti, torreggianti che fendevano il pubblico come un mare oleoso.
Esperienza coinvolgente, interessante, appassionante:

Che dire se non grande Chia (nonostante la fifa). Consigliato a chi non è troppo schizzinoso.

giovedì, gennaio 24, 2008

Viva la costituzione (robusta? Nient'affatto...piuttosto gracile)



- Frankie hi nrg MC - Rap Lamento -

Secondo me, ora come ora, ci sta più del solito...rassegnazione[?(!)]. Anche chiudendo gli occhi, prima o poi li devi riaprire.

EDIT: Su segnalazione, aggiungo un altro video piuttosto calzante...



- Rino Gaetano: Nun te reggae più -

domenica, gennaio 20, 2008

Lentamente muoio (...?)

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita'.


Pablo Neruda

Grazie all'amico Teo che me l'ha segnalata.

domenica, novembre 18, 2007

Tricko (T-shirt)



Ieri sono stato alla serata conclusiva di "Corto Potere", un concorso-rassegna di cortometraggi e sceneggiature che si tiene a Bergamo ormai da qualche anno. I pezzi proiettati sono stati parecchi e il gradimento è stato vario, ma un corto, quello che vi propongo qui, è riuscito a strapparmi un solo commento: "geniale!". Mi spiace per i non anglofoni, i sottotitoli sono solo in quest'ideoma (al concorso ho potuto godere di sottotitoli in italiano).

Tricko (T-shirt)

Director: Martin Fazeli
Production: Forward International
Producer: Igor Bossman; Pavel Simbartl; Raffo Tataro
Director of Photography: Tomas Sabo
Post Production: 727 Studio
Editor: Matej Benes
Music: DFL&Domora, Daniel Walter, Pete Williams
Presented by Hey Dan Independent, Bratislava. Production Service: Clown Town Sound Studio, SurroSound

sabato, ottobre 13, 2007

Sammy the Salmon & Fatlip



Secondo me è geniale...poi vedete un pò voi. Sammy the Salmon è il mio nuovo guru!!!!

Testo della canzone The Salmon Dance - The Chemical Brothers (Feat. Fatlip)

Hello Boys and girls, my name is FatLip
and this is my friend Sammy the Salmon
''1 - 2''
Today, we're going to teach you some fun facts about Salmon,
And a brand new dance.
Let me introduce to you a brand new dance
I know you're gonna love it if you give it one chance
It's not complicated, it's not too hard
You don't even have to be a hip hop star
See anyone can do it, all you need is style
Listen up peep gang (?) I'm a show you how
Put your hands to the side, as silly AS SILLY AS IT SEEMs
And shake your body like a salmon floatin' up stream!
I'll float up stream
(you know how we do it, you know how we do it)
Again
*All my peeps spend part of their life in fresh water*
*And part of their life in salt water*
Wow, very interesting
*We change round a couple of days after spawning*
*Then we DIE* (?)
When I first did the Salmon all the people just laughed
They looked around and stood like I was on crack
I heard somebody say out loud what the fuck is that
This nigga's dancin like a fish while he's doin' the snap
But the more I kept doing it the more they kept feelin' it
Tnd then I heard some bitches say yo that niggas killin' it
By the end of the night everyone was on my team
And the whole club was dancing like a salmon floatin' up stream!
I'll float up stream
(you know how we do it, you know how we do it)
again.
*Most of our friends find their home waters by their sense of smell*
*which is even more keen than that of a dog or a bear*
Wow.
*My family also rely on ocean currents, tides*
*The gravitational pull of the moon*
The moon? Fish pay attention to the moon? Wow.
*Did you know?*
What?

*That I could go to Japan, and back.*
You're kidding me. Amazing. Jeez.
*Polluted water can kill both baby salmon, that are developing*
*and the adult salmon, that are on their way to spawn.*
Wow what a shame, what a shame
Huh?
Woah.
Wow. Hey kids, hey give it up for Sammy the Salmon and his amazing salmon dance.
Huh? Whadda ya say?
Who's Hungry?

martedì, settembre 25, 2007

SPIME...



Possiamo digerire molto più di quanto assimiliamo, percepire molto più di quanto interpretiamo e questo può essere la via della sostenibilità, dell'adattabilità, la risposta all'incertezza.

SPIME, informazioni sostanziate, oggetti che "ricordano" e "comunicano" l'uso che ne facciamo, mari di informazioni raccolte "irrazionalmente", prima di sapere se e come ci serviranno, come un brainstorming totale che produce idee innumerevoli tra le quali alcune, la minoranza, risultano vincenti. Ogni singolo prodotto come un esperimento di esistenza, come una piccola "metastoria" che compone una "società sincronica".

Il nuovo valore, la nuova etica: il tempo e le possibilità, ogni valutazione va calibrata su quante possibilità, potenzialità ci apre una scelta da qui verso il futuro. Tutto ciò che riduce le nostre possibilità, la nostra adattabilità, la nostra capacità di rispondere all'imprevisto-imprevedibile è da ritenersi deviante e va scartata.

Basta errori epocali, abnormi, irreversibili. Più microerrori e più riflessione e messa a frutto dell'esperienza ricavata, maggiore adattività all'accidente, all'inimmaginabile secondo la logica dell'accumulazione di informazioni senza pretesa di uso razionale noto a priori, della rapidità di elaborazione di ogni nuovo problema e di ricerca dela soluzione entro il campo informativo noto piuttosto che da elaborare.

Tutto questo mi deriva dalla lettura preliminare di un interessante saggio di Bruce Sterling, "La forma del futuro", scrittore di fantascienza da me assai apprezzato che immagina qui il futuro a partire dagli oggetti, dalle loro caratteristiche e dalla loro natura. A volte mi sembra delirante, altre mi fanno paura le immagini che evoca, salvo poi trovarle molto affascinanti. Mi sta prendendo molto, inoltre ho scoperto che Sterling cura la rubrica "Beyond the Beyond" sul blog Wired ed è proprio da li che viene il video musicale a corredo del post.

venerdì, agosto 03, 2007

La sottile inquietudine casuale



Ancora qui, lo so, dovrei essere a letto, ma la partenza è stata grandemente ritardata, quindi nn c'è necessità che mi svegli alle 5.

Invece di dormire, ecco che mi imbatto in qualcosa di sottilmente inquietante. Questo video, trovato a caso girando su youtube, si accompagna ad altri similmente inquietanti dello stesso autore, chi li voglia vedere li trova qui. Il sottofondo musicale, il tema, i personaggi...ha qualcosa di candidamente terribile.

Spiccano, tra quelli visionati, la serie di Salad Fingers ed un "tenero" pezzo su San Valentino.

lunedì, luglio 23, 2007

Metallo (e silicio) urlante...



- Ho cambiato il video con uno un pò più chiaro -

Sapevo che sarebbe successo...da piccolo sognavo che l'avrei visto succedere ed ora sta succedendo: la fusione tra l'uomo e la macchina muove i suoi primi passi allo scoperto. Da qui in poi, oltre che gioire per le possibilità restituite a persone menomate, un infinità di quesiti nuovi, etici, giuridici e pratici, mai posti prima d'ora...da qui in poi si potrà pensare l'oltreuomo (anche se in termini differenti) non solo come un'astrazione.

Gibson e Sterling (ed Evangelisti, in particolare con il ciclo del Metallo Urlante) come Verne? Staremo a vedere...

Con questo post, chiudo (probabilmente) le trasmissioni per la pausa estiva. Buone vacanze a tutti, a chi va e a chi resta.

mercoledì, luglio 04, 2007

Nostalgia di mai e di forse



- Il video è tratto dal film "l'appartamento spagnolo", se non lo avete visto occhio agli spoiler (non guardatelo se no magari vi rovinate la visione del film) -

Questa luce non appartiene a questo posto. Questo cielo di un blu talmente profondo da fare male, queste nuvole bianche, enormi, placide, questo vento fresco che porta ancora l'eco di piogge passate ed anticipa piogge venture non sono di qui...erano in Francia, poco meno di un anno fa, venivano dall'oceano e rendevano i colori più vividi, i contrasti più marcati ed il mondo, in qualche modo irreale.

Ci sono momenti in cui la nostalgia fa paura, anche se non sai bene di che cosa hai nostalgia.

Quante cose guardiamo tutto i giorni senza mai o più vederle. Un oggetto, che so un portamatite che è sempre stato sul tavolo, la libreria, uno zaino ridotto ai minimi termini, la tua faccia allo specchio...di colpo ti trovi a fissarli e non li riconosci, ti sembrano alieni, li vedi per la prima, primissima volta. Tutte le sensazioni che avevi loro associato, agli oggetti individualmente se avevano una certa importanza, o al contesto in cui stanno nel complesso, si perdono lasciando un vuoto doloroso e un profondo disorientamento.

Fortunatamente, odiando la mente il vuoto, per associazioni rapide, si richiamano ricordi dalla memoria a riempire quell'ultimo. Questi ricordi, per opera dello straniamento, finiscono spesso per essere di luoghi e/o tempi lontani, ricordi di noi com'eravamo e di come non siamo più o di come pensavamo che saremmo stati e non siamo stati, ricordi di posti diversi visti per poco tempo ma profondamente impressi, di suoni, profumi, colori, di vita differente, posti a cavallo tra il passato e la prospettiva, seppure per lo più improbabile, tra la memoria e il possibile.

Com'è che il posto che chiamiamo "casa" diventa casa e quante e quali forme può assumere?

Ho visto "l'appartamento spagnolo", un pò mi faceva paura, ma l'ho visto...un bel film.

domenica, aprile 15, 2007

Pause (Ovvero: un ordinata e civile discussione)


Il tempo...

Tematica ricorrente su queste "pagine", eppure filone di riflessioni non ancora esaurito.

Ieri ho visto Still Life, film cinese sulla Cina che cambia. Il film mi è sembrato estremamente interessante, un'ottima rappresentazione dell'effetto che la "modernizzazione" sta avendo sul paese, sulla cultura tradizionale, sulle vite delle singole persone (con gli esempi di almeno due reazioni possibili: "refrattari" e "integrati").

Quello che più mi ha colpito però, e devo esser sincero, non è stato questo. A colpirmi maggiormente sono stati i tempi, i tempi del dialogo, della narrazione nel suo complesso: lentissimi, con un'abbondanza di pause enfatiche (almeno, a me sembravano tali) incredibile e lunghi silenzi. Ho già visto altri film di registi asiatici e ho già notato questa peculiarità, ma mai come ieri la cosa mi ha fatto riflettere.

In una scena, quella che forse mi è maggiormente rimasta impressa, c'erano alcuni lavoratori che discutevano animatamente con il direttore della fabbrica dove lavoravano (o avevano lavorato, la scena era sullo sfondo, non ho colto del tutto le motivazioni della lite). Nonostante si trattasse di un vero e proprio alterco, con tanto di scambio di invettive, i partecipanti parlavano a turni rigidamente alternati, e tra un turno e l'altro, le immancabili pause (tra i 30 secondi e il minuto).

Non solo non si parlavano addosso MAI, ma facevano pause significative tra i turni!!! Tutto questo perfino durante un litigio!!!!! Voglio dire, una cosa del genere, dalle nostre parti, non solo è strana, è proprio inconcepibile.

Il dubbio che mi sono portato dietro uscito dalla sala del film è: ma questi tempi lunghi, questi dialoghi rigidamente a turbi con tanto di pause interturno, sono propri della rappresentazione, della narrazione, oppure sono tipici della vita quotidiana?? Si tratta di un artificio narrativo presente solo nei film, nei libri che rappresentano scene di vita, oppure sono norme sociali proprie di quella cultura??

Personalmente penso sia vera la seconda ipotesi, il che mi ha fatto riflettere sull'ulteriore difficoltà che i cinesi dovranno affrontare con la "modernizzazione" del loro Paese.

E mio padre che si lamenta che mia sorella parla troppo velocemente...

Nota a margine: i cinesi fumano un casino!!!!

martedì, aprile 03, 2007

Fidarsi è bene, ma non fidarti del miglio (cereale molto antico, originario dell'Asia centroorientale)



Giusto ieri, dopo la visione di "Amores perros", film davvero notevole (anche se, ancora una volta, un pò lungo) che meriterebbe una discussione approfondita che non ho tempo di fare, consideravo che provo una tendenziale antipatia verso i cani di piccola taglia (con rarissime eccezioni) mentre la mia simpatia va a cani più grossi (possibilmente mansueti)...questo è veramente un grosso grosso cane :)