Visualizzazione post con etichetta Film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Film. Mostra tutti i post

martedì, agosto 19, 2008

Inizio Di-vino



- Toop toop - Cassius (ST de "Il Divo") -

Rientro al lavoro stellare!!!

Non c'è nessuno, sono tutti in vacanza, dove dovevamo per altro essere io e la mia amica Elisa. C'è tantissimo da fare, ma non si può fare quasi nulla e comunque non c'è quasi nulla che noi si possa fare. Tutto il giorno a fare (inutilmente) i segretari.

Niente di eccessivamente molesto se io fossi una persona che dorme in "modo opportuno". Non è così.

Beh, almeno ieri ho assaggiato dell'ottimo ragù d'asino (con pasta fatta in casa) ad una sagra qui in provincia di Bergamo (festa di San Rocco) in compagnia della mia Chia, di un ninja (seeeee sticazzi!) noto ai più come Stefano e di Veronica (che probabilmente gli tira dietro stellette ninja ogni due per tre...e fa bene!!!). Tutto ottimo, anche il panorama, ma io e l'alcool dobbiamo rivedere le reciproche posizioni.

A conclusione di post-serata, ho finalmente trovato il video della canzone d'apertura del film "Il Divo" del grande Sorrentino, con il grande Servillo. La adoro e ve la metto qui, in modo che voi possiate apprezzarla. Se siete tra quelli che non hanno ancora avuto il piacere di vedere il film, come quella testa di Mpanatigghia (o come ca...minchia si scrive) di (IN)Fausto, guardatelo, uno perchè è un gran bel film sotto praticamente tutti i punti di vista (ma se volete possiamo discuterne...hehe), due perchè la canzone si gusta meglio con le immagini.

Ulteriore regalo:
- una scena che mi è particolarmente piaciuta
- il trailer del film

domenica, novembre 18, 2007

Tricko (T-shirt)



Ieri sono stato alla serata conclusiva di "Corto Potere", un concorso-rassegna di cortometraggi e sceneggiature che si tiene a Bergamo ormai da qualche anno. I pezzi proiettati sono stati parecchi e il gradimento è stato vario, ma un corto, quello che vi propongo qui, è riuscito a strapparmi un solo commento: "geniale!". Mi spiace per i non anglofoni, i sottotitoli sono solo in quest'ideoma (al concorso ho potuto godere di sottotitoli in italiano).

Tricko (T-shirt)

Director: Martin Fazeli
Production: Forward International
Producer: Igor Bossman; Pavel Simbartl; Raffo Tataro
Director of Photography: Tomas Sabo
Post Production: 727 Studio
Editor: Matej Benes
Music: DFL&Domora, Daniel Walter, Pete Williams
Presented by Hey Dan Independent, Bratislava. Production Service: Clown Town Sound Studio, SurroSound

lunedì, ottobre 08, 2007

Piccole, stupide, rapide riflessioni sulla morale


- Locandina del film "In questo mondo libero" di Ken Loach, la visione del quale è stata l'incipit per discussioni e riflessioni del tenore di quanto scritto a seguire -

La differenza tra teoria e pratica.

La differenza tra valore, atteggiamento e comportamento.

La coerenza tra idee e azioni e la moderazione.

Temi di rilevante importanza.

Il fatto che non sempre il nostro agire è perfettamente all'altezza dei nostri valori, il fatto che a volte sacrifichiamo parte della nostra "rettitudine" al pragmatismo e alla concretezza, il fatto che mediamo tra quello che "deve essere" e quello che "può essere", tra ciò che ci piace e ciò che riteniamo giusto...rende meno degne le nostre convinzioni, la nostra etica, la nostra morale?

Non credo, in fondo i valori sono qualcosa a cui tendere, rispetto ai quali orientarci, ma ci sono diversi ordini e tipi di valori che coesistono in ognuno di noi (tranne forse le eccezioni degli estremisti, ma anche in quel caso si potrebbe discutere). Ogni valore ha una sua rilevanza specifica, ognuno partecipa a costituire la nostra identità. Ed è proprio di questa fitta rete di riferimenti (oltre che ad elementi di altra natura) che teniamo conto nell'agire e non ad uno solo tra essi (anche se uno può essere dominante rispetto ad altri in una specifica situazione).

Riflettere sull'incoerenza che può esserci tra il modo in cui ci comportiamo ed i valori che affermiamo/vogliamo/crediamo di seguire, può portarci a rivedere i nostri comportamenti o ad essere più critici nel definire le modalità con cui pensiamo di realizzare i valori stessi, ma non necessariamente (e anzi, molto difficilmente) ci porterà ad abbandonare questi ultimi del tutto, presi da cinismo totale o ad assumerne alcuni in modo fanatico come dogmi assoluti che non ammettono alcun ti pò di eccezioni, limitazioni o adattamenti nella loro concretizzazione.

Siamo esseri umani, quindi fallibili, e i valori sono riferimenti astratti...commettere un errore o, semplicemente, mediare tra più valori o tra valori ed esigenze pratiche, non priva di per sé il valore del suo significato.

sabato, settembre 22, 2007

Il lago, la ragazza e Servillo


Ieri ho rivisto Servillo all'opera.

"La ragazza del lago". Bel film, soprattutto belle atmosfere invernali, fredde, montane, pacate, ovattate e tutti gli altri aggettivi che potrei cercare di usare per rendere sensazioni provate che, in sostanza, non credo potrei mai riuscire a rendere.

Forse il film è un pò lento, forse, come dicono molte recensioni la presenza di Servillo schiaccia quella di tutti i comprimari, ma a me è piaciuto, probabilmente, in effetti, proprio per l'attore protagonista.

Comunque, anche se non si può parlare certo di capolavoro (come si può fare, per me, con "Le conseguenze dell'amore", con lo stesso Servillo e la regia di Sorrentino), fa piacere vedere come il cinema italiano riesca a produrre film del genere e non si possa ridurre a "vacanze di natale" e vanzinate simili. Lo so, lo so, sto facendo lo snob...ma per ora contemplare il mio Paese (e me stesso in esso, non me ne tiro certo fuori) mi da un pò lo sconforto.

Non so che pensare di Grillo..."ci salverà" o sarà solo un altro urlatore in quest'operetta? Defibrillatore o bastone puntuto per stuzzicare l'orso malato attraverso le sbarre della gabbia?
Di sicuro, lo so già e non devo chiedermelo, Grillo non basta, sarebbe ridicolo pensarlo, quello che mi chiedo è se porterà a qualcosa o se finirà ancora in calunnie su calunnie. (La mia ingenua trappola è tesa, aspetto g. al varco).

mercoledì, aprile 18, 2007

Di fate e omicidi a sangue freddo...


Qualche sera fa la visione de "Il labirinto del fauno", favola dark, a rimpolpare ulteriormente un filone che diventa sempre più prolifico (con mia gioia per altro), che per scene di cruda violenza è assai poco "per bambini", nonostante abbia poi momenti abbastanza poetici.

Il mio gusto estetico ne esce soddisfatto, nonostante certe rappresentazioni "caricaturali" che, però, infondo, leggendo il suddetto film come una cupa favola (tipo quelle tedesche dove muoiono tutti e il dramma è l'unica conclusione possibile...eheh) ci possono anche stare. E comunque, non è che di mio io abbia mai provato particolare affetto o simpatia per fascisti di ogni genere... già perchè, nonostante sia una favola, l'ambientazione è quella della Spagna post guerra civile ed il cattivo più cattivo non è il lupo nero, l'orco o chissà che altra creatura fantastica, ma un capitano franchista, di una spietatezza e di un sadismo...al limite del fastidioso (so che come definizione non rende, ma erano talmente accentuati questi tratti, e totali, che a volte, nonostante sapessi trattarsi di un film, mi disturbavano la visione...ok, è complesso, non riesco a spiegare, magari vedendo capirete).

Il film ha un'ottima fotografia ed altrettanto buoni sono gli effetti, azzeccatissimi i personaggi e classica la trama, con una mano forse un pò calcata nel tentativo di suscitare emozioni spiacevoli sia con la violenza estrema, sia con gran copia di fango e di umori viscidi e appiccicosi, di creature sgradevoli e ributtanti; niente comunque che non si possa superare.

Nel complesso il film mi è piaciuto parecchio e mi andava di scriverlo, anche se domani magari cambierò idea o se continuerò a trovarci sempre più difetti e anche se mi sono lasciato andare ad un tono eccessivamente recensorio in questo post e se mi sono infilato in frasi troppo intricate e piene di parentesi, al mio solito....

domenica, aprile 15, 2007

Pause (Ovvero: un ordinata e civile discussione)


Il tempo...

Tematica ricorrente su queste "pagine", eppure filone di riflessioni non ancora esaurito.

Ieri ho visto Still Life, film cinese sulla Cina che cambia. Il film mi è sembrato estremamente interessante, un'ottima rappresentazione dell'effetto che la "modernizzazione" sta avendo sul paese, sulla cultura tradizionale, sulle vite delle singole persone (con gli esempi di almeno due reazioni possibili: "refrattari" e "integrati").

Quello che più mi ha colpito però, e devo esser sincero, non è stato questo. A colpirmi maggiormente sono stati i tempi, i tempi del dialogo, della narrazione nel suo complesso: lentissimi, con un'abbondanza di pause enfatiche (almeno, a me sembravano tali) incredibile e lunghi silenzi. Ho già visto altri film di registi asiatici e ho già notato questa peculiarità, ma mai come ieri la cosa mi ha fatto riflettere.

In una scena, quella che forse mi è maggiormente rimasta impressa, c'erano alcuni lavoratori che discutevano animatamente con il direttore della fabbrica dove lavoravano (o avevano lavorato, la scena era sullo sfondo, non ho colto del tutto le motivazioni della lite). Nonostante si trattasse di un vero e proprio alterco, con tanto di scambio di invettive, i partecipanti parlavano a turni rigidamente alternati, e tra un turno e l'altro, le immancabili pause (tra i 30 secondi e il minuto).

Non solo non si parlavano addosso MAI, ma facevano pause significative tra i turni!!! Tutto questo perfino durante un litigio!!!!! Voglio dire, una cosa del genere, dalle nostre parti, non solo è strana, è proprio inconcepibile.

Il dubbio che mi sono portato dietro uscito dalla sala del film è: ma questi tempi lunghi, questi dialoghi rigidamente a turbi con tanto di pause interturno, sono propri della rappresentazione, della narrazione, oppure sono tipici della vita quotidiana?? Si tratta di un artificio narrativo presente solo nei film, nei libri che rappresentano scene di vita, oppure sono norme sociali proprie di quella cultura??

Personalmente penso sia vera la seconda ipotesi, il che mi ha fatto riflettere sull'ulteriore difficoltà che i cinesi dovranno affrontare con la "modernizzazione" del loro Paese.

E mio padre che si lamenta che mia sorella parla troppo velocemente...

Nota a margine: i cinesi fumano un casino!!!!

giovedì, marzo 08, 2007

Sympathy for Mister Vengeance


La vendetta è un fiume cremisi che travolge ogni cosa nel suo passaggio e la distrugge senza lasciarne traccia.

La vendetta ignora ideali, motivazioni, sentimenti...la vendetta prende la vita e ha come prezzo la vita.

La vendetta perpetra la vendetta fino a che nulla resta più e tutto è deserto, vuoto, morte.

La vendetta non è per nessuno, è solo per la vendetta.

---------

Un film incredibilmente denso, lento, con gran quantità di scene strazianti. Violenza più immaginata che vista, deliberata e premeditata, agita con glaciale freddezza ed efficienza da persone "normali" che hanno "sempre pensato di dover vivere onestamente", portate a tanto dalla disperazione in un vortice di eventi sfortunati e folli che rendono i protagonisti come invasati, incarnazioni temporanee della Vendetta che si consumano fino alla morte nell'assecondarne il desiderio.

Non mi aspettavo quello che ho visto, la lentezza, la pesantezza del dramma, mi è costato un pò vedere le due ore e un minuto del film. Con questo non voglio dire che non sia un buon film, anzi, solo che è un film che va visto con la giusta predisposizione d'animo e tenendo presente che le differenze culturali, soprattutto nei tempi narrativi, si fanno sentire.

Post N° 200...gaudeamus