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martedì, maggio 03, 2011

Pretese egocentriche



Soundtrack - Frankie Hi-Nrg MC - Il beat come anestetico -


Immagino che a tutti sia capitato di sentirsi, chi più chi meno, speciali.

A me ogni tanto capita. Più che sentirmi, di fatto, speciale, desidero esserlo.

Sarà per troppo amore materno, sarà per troppi film / libri con il protagonista che è l'unica speranza per un mondo ormai agli sgoccioli (soprattutto fantascienza), sarà per egocentrismo (che potrebbe comunque essere motivato da quanto sopra), non lo so.

So che capita.

Ora non capita più come capitava da adolescente, allora la cosa si configurava proprio in termini romanzeschi, quantomeno a livello di vagabondaggio mentale.

Ora no, ora il tutto si è piuttosto ridimensionato a termini molto più reali, più concreti, cose tipo riuscire a mettere insieme una vita adulta che funzioni, che dia qualche soddisfazione (sentimentale, professionale, ecc...), che conceda, di quando in quando, qualche sprazzo di felicità e soddisfazione.

La differenza essenziale, data dalla concretezza acquisita da questo desiderio, sta nel fatto che si tratta effettivamente di cose alla portata di un normale essere umano (che abbia la fortuna di essere nato nella parte del mondo dove cose simili sono effettivamente accessibili), cose che dipendono in larga parte da me e dal mio operato, non dal fato, dalla predestinazione, da chissà che di trascendente.

Questo implica il mettersi alla prova, il misurarsi, lo sperimentarsi, l'esporsi in prima persona, il compiere scelte, l'agire.

Il punto è che, in circostanze simili, si può anche fallire, mentre il destino non fallisce, è destino e basta.

Stringendo, la prima cosa con cui devo misurarmi è la paura, la paura di fallire, di perdere, di non essere, non tanto straordinariamente speciale, ma nemmeno normalmente speciale, dove per speciale si intende più specifico, capace di trovare la propria strada peculiare, più che eccezionale, notevole, unicamente unico.

Beh, c'è tanto lavoro da fare: con la paura non ho mai avuto un buon rapporto, probabilmente a causa di aspettative troppo alte dovute ad un eccessivo amore materno...

martedì, febbraio 23, 2010

Defibrillatore #1: la Terra piena


A volte mi fa davvero strano pensare che l'aria è materia, che noi non ci muoviamo nel vuoto sulla superficie terrestre ma immersi nell'atmosfera.

Immagino che a leggerlo sembrerà un'ovvietà...

Probabilmente lo è, solo che a me pensarci fa riflettere sul fatto che la Terra è un tutto organico, non c'è soluzione di continuità.

Non voglio assolutamente scadere nel mistico, olistico, new age. Non mi sento più sofferente di prima per il resto del mondo (o forse si...), comunque non voglio parlare di responsabilità individuale su scala globale, mi limito solo a riportare questo pensiero infisso da stamattina (e non è la prima volta) nel mio cervello.

Di seguito visioni sbiadite di menti collettive, di livelli superiori di organizzazione della vita che raggiungono la consapevolezza, di dittatura dell'organismo sulle cellule.

Buona notte

lunedì, agosto 31, 2009

Mnemosine


L'identità è memoria.

La memoria non è verità, ma selezione e rielaborazione.

Non tutta la memoria è consapevole.

Tutta la memoria è identità.

Sono anche senza sapere di essere.

Sono ciò che decido di ricordare, ma sono anche ciò che ricordo senza sapere.

lunedì, luglio 13, 2009

La morte delle ideologie e l'agonia delle idee


Grillo si candida alle primarie del PD.

Grillo vorrebbe candidarsi alle primarie del PD.

Grillo dice che la sua candidatura alle primarie del PD non è uno scherzo.

Fassino ribatte che una simile affermazione non può essere presa sul serio.

Io leggo il tutto e penso: Grillo non mi fa grande simpatia, la sua crociata morale mi sembra sempre un pò posticcia.

Poi leggo quello che Grillo proporrebbe se fosse candidato: sono tutte cose che non posso fare a meno di trovare desiderabili, cose come la pulizia in parlamento, l'investimento in ricerca, ecc. ecc.

E' vero, non è niente di nuovo e sono ancora solo parole, Grillo continua a non sembrarmi troppo affidabile, ma tant'è che queste parole, sono si solo parole, ma comincio a non sentirle nè leggerle più, invece ora le vedo li, tutte insieme e per un attimo mi andrebbe pure di sperarci.

Torno al mio "allegro" e temporaneo lavoro mettendo il tutto in secondo piano, ma mi fa piacere averle riviste quelle parole, quelle idee, quei concetti, è stata una bella rimpatriata.

lunedì, giugno 29, 2009

Il ritorno...



Sono un miscuglio inconciliabile di opposti.

Per ogni dualità c'è un estremo dominante. Nel tempo la dominanza cambia, a volte. A volte no. Comunque ci sono sempre entrambi, gli estremi. Nessuna ricomposizione, nessuna unità.

Se la dominanza di uno è tale da eclissare totalmente il secondo, tanto che sia impossibile riconoscerne la presenza, l'altro non si annulla. Si sotterra, si incista, diventa lentamente una presenza oscura e pulsante. Incarnito e violento, chiede soddisfazione contro ogni ragionevolezza, contro ogni tentativo di dare un ordine stabile all'identità.

Una ciste. Un ernia. E se non è ben chiara la posizione, la natura di ciò che origina il fastidio, il dolore, ora intenso, ora leggero, ora acuto, ora continuo, è ben presente il fastidio, il dolore stesso.

Sento che potrei perdere la mia parte fantasiosa, la mia parte creativa, creativa per la creatività, non creativa nel rigido inquadramento lavorativo. Ho paura di non riuscire più a scrivere, a giocare di ruolo, ad inventare storie. Non posso diventare ancora più arido, diventerei ancora più tormentato e, visto che somatizzo tutto sempre più violentemente, non so se il mio corpo potrebbe sopportarlo.

lunedì, febbraio 16, 2009

Apoptosi




Trecentotrentatreesimo post, a metà dal tributo al principe della notte.

Mi lascia attonito realizzare come anche persone non particolarmente propense ad impegnarsi con continuità per il raggiungimento di un obiettivo, siano capaci di impegnarsi a fondo nel marciare verso l'autodistruzione, verso la tragedia, verso il disastro.

Non sto parlando del disastro ultimo, della Fine con la "F" maiuscola, ma questo non sminuisce minimamente la portata del mio stupore.

Il bisogno di preservarsi, di perpetrarsi non mi ha mai sorpreso granché. La propensione all'autodistruzione, invece, è ciò di cui non riesco a spiegarmi i motivi di fondo, pur avendone verificato l'esistenza e la frequenza più volte.

Probabilmente c'è una posizione di fondo indebitamente (ma non inspiegabilmente) asimmetrica: il motivo di fondo per cui ci si dovrebbe preoccupare di preservare la propria esistenza, al netto di ogni cultura e/o ideologia, non è più oscuro di quello per cui si dovrebbe desiderare il proprio annientamento, la propria fine, d’altronde cominciare ad esistere non è un gesto volontario, una scelta.

Non credo che la tendenza all'autodistruzione sia una cosa individuale più di quanto non lo sia il bisogno di continuare ad esistere. Probabilmente è qualcosa di simile all'apoptosi cellulare: le cellule muoiono per il bene dell'organismo. Anche se non si tratta di morte, ma di piccoli drammi personali, forse questo, in qualche modo, è funzionale all’insieme, al tutto, forse garantisce maggiore variabilità…

Non so, d'altronde forse tutto questo non ha un senso, o, comunque, non ha un senso comprensibile all’essere umano…fatto sta che succede, quotidianamente, e che mi sorprende.

mercoledì, febbraio 04, 2009

Profeta dell'apocalisse


"Creature del male!"

Così biascicava il vecchio barbone al nostro passaggio.

"Creature del male!"

le parole ci arrivavano distinte, con il tanfo ammorbante che interrompeva violentemente i nostri pensieri.

Mi sono sorpreso nel trovarmi esaltato. Forse il vecchio ghignante annunciava l'apocalisse?

Perchè la fine di tutte le cose dovrebbe essere esaltante?

Forse perchè è netta, è certa, sicura è abnorme, non è tediosa, non può lasciarti indifferente, non l'hai mai vista prima e non la vedrai mai più dopo, e lo sai.

Uno squarcio colorato in una giornata piuttosto grigia.

"Creature del male!"

"Certo che io, a uno che mi dice così, i soldi non glie li darei"

"Io invece si, proprio perchè dice così"

martedì, gennaio 13, 2009

Estemporaneamente ironia, permanentemente scissione

 

- 99 Posse - Corto circuito -

Totalmente scisso, in lotta perpetua per trovare una sintesi, un'organicità.

Ancora scisso.

Una maggioranza tronfia ed inamovibile, incrostata ai suoi scranni.

Un'opposizione radicale e perennemente critica che ha perso ogni concreta tensione ad una strategia di governo, avvinta a ideali purissimi ed incontaminati.

Nessuna mediazione concessa.

Senso e ragione, essere e voler essere, una lotta senza fine, viscerale, sanguinosa, devastante, una guerra eterna.

"Nessuna carne sarà risparmiata".

Nessuna mente sarà risparmiata.

Il tutto nel claustrofobico ed immenso emiciclo contenuto nelle lucide pareti ossee a nord dell mio atlante.

Poi, estemporaneamente, l'ironia:

 Carino/a è una parola che uccide la gente. So che in molti Paesi è illegale.